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Martini Living SOLUTIONS e DomuSOLUZIONI: le soluzioni elevate al quadrato!

Non si tratta solo di un gioco di parole sui nomi, ma di una collaborazione reale tra la Living e DomuSoluzioni, azienda specializzata nella riqualificazione e nel restauro di edifici di interesse storico, nonché in tutte le finiture di pregio degli immobili.

Per continuare il nostro racconto sulle persone e sulle aziende che danno un valore aggiunto alla Living, parleremo infatti di Marco Zanchetta, titolare della DomuSoluzioni, che da tre anni opera in sinergia con la Martini Living Solutions, per offrire ai clienti le soluzioni migliori nell’ambito della riqualificazione energetica delle abitazioni.

Una fortunata coincidenza

Possiamo certamente dire che la collaborazione con Marco Zanchetta sia nata grazie ad una fortunata coincidenza.

Eravamo nel 2018 e la Living aveva appena iniziato ad operare con la cessione del credito d’imposta, quando è arrivata la richiesta di un preventivo per la riqualificazione energetica di un condominio.

Ovviamente si trattava di un’occasione imperdibile, ma mancava ancora una ditta che montasse i cappotti termici.

Mentre si ragionava sul da farsi, inaspettatamente si presentò in azienda un agente che vendeva proprio i materiali per i cappotti.

A quel punto Nicola prese la palla al balzo e gli chiese se conoscesse una ditta specializzata in questo intervento, raccomandandosi che fosse la migliore sulla piazza.

E lui, da esperto nel settore, senza pensarci un attimo ha fatto il nome della DomuSoluzioni, azienda con 50 anni di esperienza nel campo dei restauri conservativi, delle decorazioni e delle finiture di pregio, con più di 40 maestranze e con 90 restauri effettuati.

Ci fu la presentazione di Marco Zanchetta e da quell’incontro è nata subito un’ottima intesa, che ha permesso di portare a termine insieme il primo intervento di riqualificazione globale, con cessione del credito d’imposta.

In quel periodo ci si è avvalsi anche di una ESCo (Energy Service Company) che divenne partner in quell’operazione, accollandosi il credito d’imposta ed assicurando la liquidità per eseguire i lavori (per chiarimenti sull’argomento cfr. articolo La cessione del credito spiegata a mia mamma).

Da imprese di settore a General Contractors  

Dopo quel primo intervento, la Living ha continuato a lavorare insieme alla DomuSoluzioni, crescendo e strutturandosi entrambe in modo tale da non dover più ricorrere alle ESCo e diventare, invece, loro stesse dei General Contractors.

In tre anni, fatti di studio, duro lavoro e tanti cantieri, la Living è infatti riuscita a creare un modello efficace, che le consente di applicare in modo diretto lo sconto in fattura su tutti i tipi di intervento edilizio agevolato (cfr. articolo L’idea che ci ha fatto uscire dalla crisi con un +50%!)

Ma l’obiettivo che ha portato Nicola e Marco ad assumere il ruolo di ‘appaltatori generali‘ e di coordinatori di tutte le altre professionalità che intervengono nei processi di costruzione, è l’ottimizzazione degli stessi che permette, oltre ad una diminuzione dei tempi di attesa, anche un maggiore risparmio economico, sia per l’impresa che, soprattutto, per il cliente finale.

All’interno delle strutture organizzative, inoltre, è previsto anche un ramo aziendale che si interessa di recepire i finanziamenti, ampliando a 360° il ruolo di General Contractors.

Dalla collaborazione occasionale al networking

Il termine ‘networking’ può essere letto in due modi diversi, che rimandano però allo stesso concetto: ‘lavorare in rete’ e ‘formare relazioni’.

In pratica la collaborazione tra Martini Living Solutions e DomuSoluzioni racchiude entrambi questi significati, pertanto si può senza dubbio affermare che insieme rappresentano un network, anche se virtuale e non ufficializzato.

Le due aziende hanno infatti raggiunto un livello di collaborazione tale, da portare Nicola e Marco a riflettere sull’opportunità di fondare insieme una nuova società.

Dopo aver analizzato attentamente tutti i vantaggi e le criticità di una tale scelta e considerando la stima e la fiducia reciproca, hanno invece optato per un proprio network, siglato da una stretta di mano, per loro importante come un atto ufficiale.

Ad oggi le due aziende collaborano in tutto (condividono persino il commercialista!) ed agiscono praticamente entrambe da clienti e da fornitori, con i prodotti ed i servizi specifici, a seconda se il lavoro è gestito dall’una o dall’altra azienda.

Operando entrambe su interventi ‘chiavi in mano’, si avvalgono anche della collaborazione di altre ditte specializzate su diversi ambiti professionali, che in tal modo lavorano in rete con loro.

Oltre il lavoro…l’amicizia, le passioni, i valori!

Nicola Doro e Marco Zanchetta non sono solamente dei colleghi di lavoro, ma anche e soprattutto degli amici, che condividono una grande passione: la montagna.

Il trekking ad alta quota è infatti per loro non solo uno sport, ma un bisogno, un modo per staccarsi dalla quotidianità, dai pensieri negativi, dallo stress lavorativo, per rigenerarsi e ricaricarsi di energia positiva, da trasmettere poi in azienda.

La passione per la montagna di Nicola e Marco è conseguenza anche dell’attenzione e del rispetto per l’ambiente, uniti al desiderio di salvaguardarlo e migliorarlo, che li caratterizza e li accomuna.

E sono proprio questi i valori principali che Nicola e Marco hanno trasmesso alle proprie aziende, facendo sì che la sostenibilità ambientale, mediante la riqualificazione energetica globale degli edifici, diventasse il loro brand.

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Dopo aver raccontato la Martini Living Solutions, attraverso le testimonianze di tutti i membri della squadra aziendale, non potevamo chiudere il nostro ciclo di interviste senza dare voce a colui che ha intrapreso per primo quest’avventura.

Stiamo parlando di Fabio Martini che, nel mese di maggio 2017, ha creato la Living, showroom di serramenti ed infissi, come divisione interna della Martini Opere.

Solamente un anno dopo è arrivato in azienda Nicola e, dalla stretta collaborazione, nonché dalla profonda amicizia nate subito fra loro, la Living ha iniziato a muoversi con le proprie gambe, espandendosi in maniera autonoma rispetto alla Opere.

Oggi Fabio ci parlerà del ‘filo rosso’ che lega impercettibilmente la Martini Living alla Martini Opere e del progetto che lui e Nicola stanno improntando per il futuro, che le vedrà riunite in un unico Gruppo aziendale.

Fabio, qual è il tuo ruolo all’interno della Living?

“Il mio” precisa Fabio “non è un ruolo attivo all’interno della Living, infatti ho lasciato la completa gestione dell’azienda al mio socio Nicola, mantenendo solamente la parte di Amministratore, con una quota societaria di minoranza.

Io mi occupo pertanto della gestione della Martini Opere e di uno showroom di piastrelle, che prima facevano parte dei prodotti offerti dalla Living, aperto recentemente per diversificare gli ambiti di intervento nell’edilizia, mediante aziende specializzate nei vari servizi”.

Di cosa si occupa la Martini Opere?

“La Martini Opere” spiega Fabio “è nata nel 2015 come azienda che si occupava di ristrutturazioni di immobili privati, idea che viene ripresa in questo periodo dalla Living nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici.

Negli ultimi anni, invece, si è dedicata principalmente alla costruzione ex novo ed alla ristrutturazione di edifici in disuso, per poi metterli in vendita, divenendo di fatto un’azienda immobiliare.

Con l’entrata in vigore delle nuove norme in fatto di riqualificazione energetica, anche la Martini Opere ha fatto un percorso di evoluzione verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale.

Un esempio in tal senso sono gli interventi effettuati con il sistema costruttivo Climablock, che utilizza una casseratura coibentata in EPS (polistirolo), la quale resta in opera anche dopo essere stata riempita di calcestruzzo, eliminando ponti termici e discontinuità di isolamento.

La presenza di polistirene sulla superficie interna ed esterna della muratura garantisce infatti un elevato isolamento termico delle pareti, nonché performance antisismiche ed acustiche eccellenti,  consentendo di realizzare edifici ad energia quasi zero (NZEB), perciò case passive, senza la necessità di applicare in un secondo momento il cappotto esterno.

Questo sistema di costruzioni permette quindi di ridurre notevolmente i tempi di costruzione e, di conseguenza, i costi di manodopera e di materiali, oltre a garantire un risparmio consistente sui consumi energetici per il riscaldamento ed il raffreddamento dei locali abitati.

La Martini Opere ha seguito poi anche il Progetto Luxury, che consiste nel restauro immobiliare di pregio, su ville storiche ormai in decadenza.

Questo progetto ha consentito di effettuare un restauro conservativo di immobili di valore in chiave sostenibile, utilizzando tecniche di efficientamento energetico all’avanguardia, in modo da poter rendere abitabili tali costruzioni, trasformandole in appartamenti di pregio da offrire ai clienti interessati”.

Da quanto si evince, la Martini Opere rispecchia alcuni valori portati avanti dalla Living.

“Come ho già anticipato” sostiene Fabio “l’evoluzione della Martini Opere in questi anni, sia dal punto di vista costruttivo, che di strategia imprenditoriale, tende sempre di più a riavvicinarsi alla Living, allineandosi anche ai valori di cui è stato parlato negli articoli precedenti (cfr. articolo Da gruppo a squadra, per creare armonia in azienda).

Dopo la scissione avvenuta tre anni fa, con la decisione unanime di portare avanti progetti indipendenti ora, grazie anche alle nuove norme in materia edile ed agli incentivi statali (bonus ristrutturazioni e superbonus 110%), gli obiettivi delle due aziende si stanno ricongiungendo, sostenuti inoltre da valori condivisi come la sostenibilità, il benessere, la collaborazione e l’aiuto.

Tutto questo viene facilitato anche dal fatto che la sede delle due aziende si trova nel medesimo stabile e che il rapporto di stretta collaborazione con Nicola, proiettato a 360° su tutti gli ambiti di crescita aziendale, ha fatto sì che emergessero delle idee che potevano accomunare le due aziende”.

Ci puoi, a questo punto, anticipare qualcosa sul vostro progetto futuro?

“In pratica” conclude Fabio “la Living, nata da una ‘costola’ della Opere, ha intrapreso il suo percorso in maniera del tutto autonoma. È cresciuta moltissimo in poco tempo, riuscendo a costruire una fitta rete di collaborazioni e fissando obiettivi strategici, supportati da una squadra competente ed affiatata.

Anche la Opere ha fatto il suo percorso di evoluzione che, come ho già detto, si sta allineando a quello della Living sotto molti aspetti. Non da ultimo è l’obiettivo al quale stiamo puntando: prediligere di riportare alla vita e di efficientare immobili esistenti in disuso, anziché togliere spazi verdi per costruire ex novo.

Pertanto a questo punto si può affermare che, anche se non sarà una cosa immediata, le due aziende sono comunque pronte a ricongiungere le loro strade per formare un Gruppo aziendale, con ruoli distinti, ma animate dallo stesso intento: aiutare i clienti a stare bene nella propria casa, risparmiando nelle bollette e salvaguardando l’ambiente.

Ma in che modo?

  • La Living, come azienda specializzata nella riqualificazione energetica degli edifici, può aiutare i clienti che hanno già una casa, a renderla più efficiente e sostenibile.
  • La Opere, invece, in qualità di azienda immobiliare che ristruttura o costruisce immobili, può aiutare i clienti che vogliono acquistare una nuova casa, efficiente dal punto di vista energetico.

Per concludere, quindi, possiamo affermare con orgoglio che il ‘leitmotiv’ di questo Gruppo aziendale si baserà principalmente sulla sostenibilità, sull’efficientamento energetico e sul risparmio, nell’ottica dell’aiuto al cliente e della salvaguardia dell’ambiente”.

 

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La squadra Martini Living Solutions si è arricchita di un nuovo collaboratore: Simone.

In questo articolo vogliamo innanzitutto accoglierlo con un benvenuto, cercando nel contempo di spiegare il suo ruolo in Azienda, non solamente inserito nel contesto attuale, ma proiettato anche in una progettualità futura.

La Living ormai ci ha abituati all’innovazione ed allo sviluppo, sia aziendale che personale.

Soprattutto in questo periodo, infatti, ogni anno le fervide menti di Fabio e Nicola proliferano di idee nuove, come piante che in primavera timidamente sbocciano, per poi procedere con una crescita rigogliosa ed uno sviluppo costante.

Simone, qual è il tuo ruolo attuale all’interno della Living?

“Premetto” chiarisce Simone “che il mio incarico alla Living è iniziato solamente da qualche settimana, pertanto mi considero ancora nella fase di ambientamento, nonché di scoperta, giorno dopo giorno, del mio ruolo all’interno dell’ Azienda.

Ad ogni modo, grazie anche alla mia formazione come ingegnere edile, il mio compito sarà quello di tecnico supervisore di cantiere. Questo riguarderà, nello specifico, l’organizzazione logistica e la pianificazione dei cantieri stessi, il coordinamento delle squadre, oltre alla computazione ed alla verifica dei prezzi, relativamente agli interventi che si andranno ad eseguire.

Il mio quindi sarà un lavoro che non mi terrà seduto costantemente ad una scrivania, ma che mi permetterà di essere presente ‘sul campo’ e di rapportarmi sia con i clienti che con i fornitori.

Ovviamente per portare a termine il mio compito mi avvarrò della collaborazione con i miei colleghi, in particolar modo con Christian, con Barbara e sicuramente con Nicola.

Al di là del fatto che, nel primo periodo del mio incarico, il confronto con i colleghi è indispensabile per riuscire ad allinearmi con la squadra e con la metodologia di lavoro della Living, sono convinto che un sereno e costruttivo rapporto umano sia indispensabile e che le persone possano rappresentare il valore aggiunto di ogni Azienda”.

In che misura ritieni che questa tua ultima affermazione sia applicabile alla Living?

“Quando sono stato convocato alla Living per il colloquio” esordisce Simone “sono stato colpito soprattutto dall’ambiente sereno, rassicurante e dall’aria di benessere che si respirava. E questa prima impressione non era dettata dal luogo in cui mi trovavo, ma dalle persone che vi lavoravano, dai miei attuali colleghi, da Nicola e da Fabio, che mi hanno fatto sentire subito a mio agio.

Nello stesso periodo, infatti, ero stato convocato anche da un’altra Azienda per un’offerta di lavoro e, a parità di interesse per la tipologia di incarico, alla Living proprio le persone hanno fatto la differenza, che mi ha indotto ad accettare il mio attuale ruolo senza esitazioni.

Posso affermare pertanto che qui le persone vengono valorizzate e formate, sia a livello professionale che personale e, a mio parere, questo è di basilare importanza per svolgere il lavoro in maniera efficace e, nello stesso tempo, con serenità”.

Oltre alle relazioni interpersonali, a quale altro valore ti senti allineato all’interno della Living?

“Tutti i valori portati avanti dalla Living” afferma Simone “sono importanti ed assolutamente condivisibili, ma se posso scegliere, mi sento maggiormente orientato verso la sostenibilità.

Il motivo è legato sia alla mia esperienza lavorativa precedente, che riguardava l’edilizia tradizionale e l’edilizia in legno, sia gli obiettivi futuri della Living, di cui mi ha parlato Nicola, che includono anche il mio ruolo all’interno dell’Azienda.

La vision aziendale infatti è focalizzata sulla riqualificazione energetica alla portata di tutti.

Fino a ieri, questo non era assolutamente possibile, né proponibile, visti i costi elevati che comportava.

Oggi, grazie agli incentivi statali (superbonus, bonus casa, bonus ristrutturazioni, …) i lavori diventano accessibili a tutti, o quasi, con una spesa minima o addirittura con lo sconto totale in fattura.

Ma domani, quando tutti gli incentivi saranno scaduti, cosa succederà?  Chi potrà permettersi di riqualificare la propria abitazione?

Sarà sicuramente una prerogativa di pochi ed è per questo che la Living vuole anticipare i tempi, elaborando una strategia che mantenga viva la possibilità di rendere la propria casa più sostenibile, diminuendo i consumi energetici e salvaguardando l’ambiente, oltre a risparmiare sulle bollette.

Per realizzare questo progetto sarà necessario intervenire abbattendo i prezzi, ma in che modo?

Solitamente si chiede ai fornitori di effettuare degli sconti, ma così facendo verrebbero penalizzati oppure, per garantire una spesa modica, si rischia di utilizzare dei materiali scadenti, a scapito della qualità del lavoro e del buon nome dell’Azienda.

La Living allora, seguendo il modello di alcune grosse società americane, sta elaborando la strategia del prodotto eccellente a prezzo basso, grazie alla semplificazione dei processi.

Ed è qui che interverrà il mio lavoro, nello studio dei processi aziendali, per capire come aumentare l’efficienza ed abbattere i costi di produzione. Si tratterà di studiare ad uno ad uno i vari momenti che compongono l’allestimento di un cantiere, dalla progettazione, alla scelta dei materiali, alla manodopera, coordinando in modo efficace le persone, risparmiando tempo e quindi denaro.

Con questo sistema il cliente potrà riqualificare la propria casa ad un costo accessibile, mantenendo alta la qualità del prodotto finito ed allo stesso tempo i fornitori non verranno gravati da richieste penalizzanti”.

Le tue esperienze lavorative passate possono in qualche modo facilitare il tuo attuale, e futuro, ruolo alla Living?

“Anche se ho sempre lavorato nel campo dell’edilizia” spiega Simone “tuttavia il ruolo ed il contesto lavorativo erano molto diversi da quelli attuali.

Ho avuto la fortuna, infatti, di acquisire esperienza all’estero, sia nell’ambito gestionale, nel settore alberghi di lusso, sia come interior designer negli alberghi e nelle residenze private.

Mi sono occupato anche di riqualificazione di appartamenti, destinati al mercato turistico in Egitto e, come ho già accennato precedentemente, oltre che nel campo dell’edilizia tradizionale ho lavorato in quello dell’edilizia in legno.

Posso dire che con i miei incarichi precedenti ho acquisito una buona capacità gestionale, oltre alle competenze in campo edile, che sicuramente mi tornerà utile e faciliterà il ruolo che andrò a svolgere alla Living.

Al di là delle esperienze lavorative e delle competenze acquisite, sono comunque convinto che molto abbia influito, anche nella vita professionale, la mia appartenenza alla squadra locale di football americano, come giocatore ed allenatore.   È risaputo che lo sport favorisce la crescita personale, è portatore di valori e ci allena ad affrontare le diverse situazioni che la vita ci presenta.

Pertanto, per concludere con una metafora, posso affermare che la Martini Living Solutions è già una squadra affiatata, che condivide valori importanti, per cui a questo punto non mi resta che … giocare questa nuova ed avvincente partita, dando il meglio di me stesso per raggiungere il risultato migliore!”

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Martini Living Solutions è riuscita a coniugare le diverse competenze dei suoi collaboratori, con i valori che stanno alla base dell’operato aziendale ed ai quali tutto lo staff si è allineato.

In particolare la sostenibilità, seppure sotto aspetti diversi e collegata a competenze e a formazioni totalmente opposte, è divenuta parte integrante del lavoro di Christian e di Martina.

Se da un lato, infatti, troviamo l’ingegnere che lavora con i numeri e li applica nella riqualificazione energetica, per migliorare il benessere nelle abitazioni rispettando l’ambiente, dall’altro abbiamo una filosofa, che nei numeri ha cercato di trovare l’aspetto ‘creativo’ e funzionale allo sviluppo di una sostenibilità economica in azienda.

Vi chiederete come possa la filosofia coniugarsi con il lavoro contabile ed amministrativo e, soprattutto, come riesca ad entrare in tutto questo la sostenibilità.

Martina ci chiarirà tali concetti nell’intervista che segue, nel frattempo ricordiamo che Sergio Marchionne era laureato in Filosofia, oltre che in Giurisprudenza e ad avere acquisito il prestigioso Master in Business Administration ed ha sempre riconosciuto pubblicamente, nella filosofia stessa, un elemento chiave del suo successo, dichiarando: «La filosofia mi ha aperto gli occhi, ha aperto la mia mente».

Martina, qual è il tuo ruolo all’interno della Living?

“Il mio” chiarisce Martina “è un incarico trasversale che riguarda sia la Martini Living Solutions, che la Martini Opere, società collegate e con la sede nello stesso edificio. Per entrambe svolgo il ruolo di impiegata amministrativo-contabile, specificatamente per il controllo di gestione rilevando, attraverso la misurazione di appositi indicatori, lo scostamento tra gli obiettivi pianificati ed i risultati conseguiti.

Sostanzialmente effettuo un monitoraggio costante sui costi fissi, nonché sui flussi di cassa, li classifico a mezzo di tabelle ed opero delle valutazioni previsionali. In itinere confronto le previsioni stesse con i dati che vengono aggiornati quotidianamente, per capire come si sta muovendo l’azienda e controllare, in tempo reale, il suo stato di salute economica.

Eseguo anche delle valutazioni sul bilancio dell’anno precedente, per fare delle previsioni riguardanti quello successivo, affinché si possano attuare le opportune azioni correttive.

Il mio è quindi un ruolo che implica precisione e responsabilità nella tabulazione dei dati, oltre a velocità nell’effettuare un controllo sulle spese e sui ricavi perché, conoscere prima possibile i risultati di questo lavoro, può fare la differenza per il futuro dell’azienda.

Ovviamente per realizzare tutto questo mi avvalgo della collaborazione con i miei colleghi, mi interfaccio in continuazione con gli uffici contabile, commerciale e con l’ufficio tecnico, per avere sempre i dati aggiornati in maniera dettagliata sulle entrate, sulle uscite e sui preventivi.

I miei interlocutori principali, comunque, sono Fabio e Nicola in qualità, rispettivamente, di Direttore finanziario e di Direttore commerciale, ai quali consegno anche i report  sull’andamento dell’azienda, per consentire loro di prendere provvedimenti, in modo da ‘correggere il tiro’ evitando, o riducendo, certe spese o per fare invece nuovi investimenti.

Come abbiamo già potuto osservare per i miei colleghi, quindi, anche il mio è un lavoro di squadra, dove ognuno mette a disposizione le proprie competenze per raggiungere degli obiettivi condivisi”.

Da quanto ci hai detto, tu svolgi un ruolo basato quasi esclusivamente sui ‘numeri’, pur provenendo da una formazione classica. Come riesci a far conciliare la matematica con la filosofia? 

“Lo ammetto” dichiara Martina “all’inizio nutrivo dei dubbi riguardo questo connubio, anche perché si trattava del primo incarico e quindi per me era tutto ‘in divenire’.

Con il tempo, invece, mi sono ricreduta ed ora ho la certezza che la laurea in filosofia, che sviluppa la capacità analitica e la visione globale dei fenomeni, possa dare un valore aggiunto al mio ruolo, facendo emergere un aspetto contabile meno rigido e di più larghe vedute.

Provenendo da un’impostazione classica, la mia esperienza nel campo amministrativo-contabile era poco più che ‘tabula rasa’, per cui mi sono costruita passo dopo passo, integrando le nozioni apprese dal percorso di formazione attuato in azienda, con i consigli dei colleghi e con il mio modo di affrontare le varie situazioni.

Ho sviluppato quindi delle tabelle, per la raccolta dati contabili, in maniera più creativa, affinché possano dare a chi le consulta una visione d’insieme della situazione economica, più ampia, più innovativa e di più largo respiro, pur riguardando un ambito rigido come quello contabile.

A sostenere la tesi sul valore aggiunto dato dal pensiero filosofico, sta inoltre il fatto che alcune grosse aziende hanno iniziato ad avvalersi della collaborazione dei laureati in filosofia,  dei cosiddetti ‘pensatori’, che aiutano i manager a comprendere il presente e a plasmare il futuro, elaborando anche le strategie di comunicazione più efficaci per diffondere un’idea”.

Precedentemente hai parlato di lavoro di squadra per il raggiungimento di obiettivi condivisi, quale tra questi ritieni sia prevalente nel tuo ruolo?

“Nel termine lavoro di squadra” precisa Martina “sono già insiti alcuni obiettivi condivisi con il team, come l’aiuto, il benessere, la crescita, sia personale che professionale e lo sviluppo dell’azienda.

Il valore con il quale mi sento maggiormente allineata, comunque, sia nel mio ruolo lavorativo, che nella vita personale, è la sostenibilità.

Per comprendere in che modo questa sia collegata ad un lavoro amministrativo come il mio, è importante precisare che il concetto di sostenibilità comprende al suo interno tre accezioni:

  1. sostenibilità ambientale, per garantire la disponibilità e la qualità delle risorse naturali
  2. sostenibilità sociale,per garantire qualità della vita, sicurezza e servizi per i cittadini
  3. sostenibilità economica,per garantire efficienza economica e reddito per le imprese.

L’operato della Living, incentrato sulla riqualificazione energetica delle abitazioni, riguarda tutti e tre questi aspetti ed ha valorizzato ulteriormente il proprio impegno ambientale con l’iniziativa che prevede di donare un albero a tutti i clienti, al fine di incrementare le foreste in sei zone del mondo (cfr. articolo Perché piantare un albero aiuta il Pianeta).

Il mio lavoro di controllo di gestione, invece, riguarda maggiormente la sostenibilità economica che, pur essendo interdipendente con le altre due dimensioni, può essere definita come la capacità di produrre e mantenere il massimo grado di efficienza economica, combinando in maniera efficace le risorse.

Per concludere, grazie al controllo di gestione in azienda, è possibile semplificare i processi e riconoscere eventuali sprechi, di tempo e di risorse, che possono essere evitati.

Con questa metodologia cerchiamo di raggiungere un metodo di lavoro più efficace ed efficiente che produca, di conseguenza, risultati sempre migliori e contribuisca alla crescita ed allo sviluppo della Martini Living Solutions”.

 

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Precisione ed affidabilità: queste sono le parole chiave che caratterizzano la professionalità di Christian, ingegnere che fa parte del Team Living e che affettuosamente in Azienda chiamiamo ‘Ingi’.

Con Christian proseguiamo il nostro viaggio dietro le quinte della Living, per approfondire i vari ambiti di operatività ed i valori condivisi dalla squadra.

Pur mantenendo il ‘focus’ sui serramenti, che hanno creato e tuttora rappresentano il nostro brand, la Martini Living Solutions ha ampliato ed innovato il suo campo d’azione,  arricchendo di conseguenza lo staff con collaboratori dalle competenze specifiche.

Oggi Christian ci parlerà di come lui sia riuscito ad adattare la sua preparazione e la sua esperienza alle evoluzioni del settore edile, soprattutto in questo momento storico, contribuendo in tal modo alla crescita ed all’innovazione della nostra Azienda.

Qual è il tuo ruolo all’interno della Living?

“Nel 2018” spiega Christian “fui assunto inizialmente alla Martini Opere, collegata alla Martini Living Solutions, con il ruolo di responsabile tecnico di cantiere, per la definizione delle pratiche di inizio e fine lavori di alcuni cantieri da attivare e/o da ultimare. Dopo alcuni mesi passai alla Living, dove iniziai ad occuparmi delle pratiche di detrazione fiscale, relative all’installazione di serramenti ed infissi. Seguivo tutta la parte tecnica in questo tipo di interventi, nonché le pratiche di detrazione fiscale collegate al Bonus Casa, da trasmettere all’ENEA, l’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica.

Il 19 maggio 2020, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio, si è aperta la possibilità per il cliente di usufruire del Superbonus, cioè dell’Ecobonus maggiorato con la detrazione al 110% (vedi articolo Superbonus: risparmio e sostenibilità).

La Living ha subito colto questa opportunità e, vista la complessità della materia, i nostri ruoli sono diventati più specifici.  Abbiamo recepito con entusiasmo la sfida che ci veniva presentata, per trasformarla in un triplice vantaggio: per l’azienda, per il cliente e per l’ambiente. Ci siamo infatti resi conto che, grazie a questo Decreto, avremmo avuto la possibilità di contribuire a rendere le abitazioni più efficienti, diminuendo le emissioni dannose per l’ambiente e facendo risparmiare i clienti.

Il primo impegno, mio e di tutta la squadra Living, è stato quello di approfondire la normativa, peraltro in continua evoluzione, fino ad occuparmi quasi esclusivamente di gestione delle pratiche del Superbonus.

Ho approfondito, in particolare, le mie conoscenze nell’ambito termotecnico e nella redazione dell’APE, l’attestato di prestazione energetica, che sintetizza le caratteristiche energetiche ed il consumo degli immobili da riqualificare.

In pratica, il mio attuale ruolo alla Living riguarda lo studio di fattibilità termotecnica e tecnico-economica degli interventi di riqualificazione energetica delle abitazioni, al fine di aiutare i nostri clienti ad usufruire dei vantaggi del Superbonus, descritti nell’articolo del blog  La mia casa rientra nel Superbonus?

Quali differenze riscontri fra le tue precedenti esperienze lavorative e l’attuale ruolo alla Living?

“Sostanzialmente” precisa Christian “il mio lavoro è sempre stato quello di tecnico nel settore edile/immobiliare, visti anche i miei studi specifici in questo ambito. La differenza principale che posso rilevare consiste nel fatto che, mentre prima ero socio dell’azienda immobiliare e seguivo il cliente dal contatto iniziale fino alla consegna dei lavori, adesso il mio ruolo è più settorializzato.

Nella precedente esperienza, infatti, mi occupavo di costruzione e di vendita degli immobili, accompagnando il cliente durante tutto l’iter, dalla progettazione (eseguita da uno studio esterno), alla parte tecnica e termotecnica, all’aspetto burocratico della gestione delle pratiche, fino alla chiusura del cantiere ed alla consegna dei lavori ultimati.

Alla Living, come ho già detto, il mio lavoro è diventato più specifico ed incentrato quasi esclusivamente sull’aspetto energetico degli edifici.

In sostanza il mio compito si divide in diverse fasi, di seguito approfondite, che hanno come obiettivo finale l’efficientamento energetico delle abitazioni.

  1. Il primo step è il sopralluogo presso l’immobile da riqualificare, dove compilo la check list che rappresenta l’anamnesi, cioè lo stato di fatto del fabbricato, dal punto di vista energetico e strutturale. È importante infatti rilevare le caratteristiche geometriche dell’edificio, le superfici disperdenti, la posizione e l’esposizione, l’isolamento termico, la tipologia degli infissi, i materiali utilizzati, lo stato dell’impianto di riscaldamento, nonché eventuali lavori di miglioramento energetico realizzati nel tempo. Già in fase di sopralluogo ipotizzo gli interventi trainanti e trainati, compatibilmente sia con lo stato di fatto dell’immobile, sia con le aspettative reali del cliente.
  2. Il rimanente lavoro si svolge in ufficio con lo studio di fattibilità, che comprende la stesura di APE ANTE e APE POST (Analisi di Prestazione Energetica), dette CONVENZIONALI e che sono il risultato geometrico e termico del fabbricato, allo stato attuale ed allo stato di progetto e con la verifica dei requisiti tecnici (per esempio la conformità urbanistica e lo stato legittimo dell’immobile) per poter accedere alla detrazione fiscale del SUPERBONUS.
  3. In caso di verifica positiva, dopo aver concordato con il cliente gli interventi di efficientamento energetico, procedo con la stesura del computo metrico estimativo, verificando sostanzialmente che i materiali siano idonei all’utilizzo prefissato, conformi alla normativa e che i prezzi siano congrui, ovvero al massimo uguali a quelli dettati dal prezzario DEI o Regionale.
  4. A fine lavori, il mio compito è asseverare all’Enea sia le caratteristiche dei materiali, sia la congruità dei prezzi e rilasciare il certificato APE POST lavori, che sarà registrato nel sito dedicato della Regione Veneto. Con l’asseverazione firmata, garantisco la congruità dei prezzi con le direttive del Decreto Rilancio ed assicuro al cliente la possibilità di accedere alla detrazione fiscale o allo sconto in fattura”.

Da quanto ci hai illustrato, si evince che il tuo è un ruolo che comporta delle responsabilità. Come le affronti? 

“È vero,” afferma Christian “il mio è un ruolo di responsabilità, nei confronti dell’azienda, del cliente e dell’ambiente. Dai risultati del mio lavoro, infatti, dipende la realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica e la possibilità di accedere agli incentivi fiscali.

Data la mia esperienza passata, comunque, sono abituato ad assumermi delle responsabilità e riesco ad affrontarle con la giusta serenità, soprattutto alla Living, dove ogni azione viene condivisa con la squadra ed il confronto quotidiano fa da supporto alle decisioni da prendere.

Alla base del lavoro di tutto lo staff, inoltre, c’è uno studio approfondito delle norme in vigore ed una formazione continua, sia dal punto di vista professionale che personale, che ci permette di affrontare le varie problematiche con competenza e consapevolezza”.

Tra i valori condivisi dal team Living, quale ritieni si addica maggiormente al tuo ruolo?

“Oltre ai valori trasversali a tutti i nostri ruoli, come la crescita, lo sviluppo, l’aiuto, il benessere “evidenzia Christian” ritengo che la sostenibilità sia quello che maggiormente viene richiamato nel mio lavoro e in quello dell’azienda che rappresento.

L’obiettivo da raggiungere con l’efficientamento energetico delle abitazioni, di cui all’art. 119 del Decreto Rilancio, è infatti quello di ridurre la dispersione termica e le emissioni di CO2, nonché di installare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il Superbonus, quindi, non è solo un modo per aumentare il benessere nella propria casa, senza spendere soldi e, per di più, risparmiando sulle bollette, è anche un’opportunità per contribuire a salvaguardare l’ambiente e a migliorare la qualità della vita”.

Come riflessione finale, ci puoi dire cosa ti ha colpito maggiormente della Living?

“Ci sono diverse caratteristiche che mi hanno favorevolmente impressionato fin da subito” conclude Christian “e non si è trattato di una ‘fase promozionale’, perché ancora adesso, a distanza di quasi tre anni, emergono più vive che mai.

La prima che mi viene in mente è ‘l’affidabilità’, sia nei confronti dei collaboratori, che dei clienti ed anche degli obiettivi prefissati, che vengono portati avanti sempre, con costanza e determinazione.

Collegata a questa ci sono poi l’evoluzione, delle tecniche e delle strategie utilizzate ed il desiderio di innovazione e di miglioramento, che procedono a volte anche troppo velocemente, mettendoci a dura prova…

Ed infine, la caratteristica più ‘ardita’, che racchiude in sé anche le precedenti, è il coraggio, di rischiare, di investire, di affrontare strade nuove, abbandonando quelle vecchie nel nome della crescita e dello sviluppo della Martini Living Solutions”.

 

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Prosegue il nostro viaggio dietro le quinte della Martini Living Solutions, per comprendere quale sia lo spirito che anima il lavoro della squadra e quanto lo stesso sia collegato al percorso di crescita e di sviluppo, sia personale che aziendale.

Già analizzando lo slogan associato al logo della Living, ci si può rendere conto dell’evoluzione avvenuta in pochi anni, non solo del prodotto proposto, ma soprattutto del valore intrinseco al servizio offerto.

Si è passati, infatti, da ‘rivestimenti e serramenti’, a ‘design d’interni & serramenti’, a ‘sostenibilità-comfort-sicurezza’ ed infine ad ‘abitare in armonia’, sintetizzando in quest’ultimo i valori della Living, nonché i desideri ed i sentimenti del cliente.

L’armonia che rende la casa un luogo accogliente, dove ci si sente protetti, rilassati, dove in sostanza ‘si vive bene’, non si ottiene solo con rifiniture di qualità, ma anche e soprattutto partecipando alla loro scelta con il proprio gusto, le proprie emozioni ed i propri sogni.

Ed è di questo che ci parlerà Barbara nell’intervista che segue, di come cioè lei riesca, mettendo in campo le sue competenze, ma anche la sua empatia, ad aiutare il cliente a concretizzare i propri sogni.

Di cosa ti occupi all’interno della Living?

“Il mio ruolo all’interno dell’azienda” spiega Barbara “ si divide sostanzialmente in due macro-compiti:

  1. Formulare i preventivi
  2. Stilare gli ordini

Detto così sembra si parli di un lavoro sterile, fatto solo di numeri e di computer, in realtà è un ruolo che mi permette di mettere in campo anche la mia ‘parte creativa ed empatica’, soprattutto nella prima fase, funzionale alla formulazione dei preventivi. Si tratta infatti di un lavoro di scelta del prodotto da installare e dell’intervento da realizzare, che nasce dall’ascolto, dall’aiuto, dal confronto e dalla condivisione di idee con il cliente.

Dietro ogni tassello che compone le opere che andremo a realizzare, sta una grande varietà di modelli, di materiali, di tecniche esecutive. Non esiste il prodotto ‘migliore’ in senso assoluto, ma è necessario trovare quello ‘giusto’ per la persona e per la sua casa, quello che incontra il gusto estetico di ciascuno, esaudisce il desiderio di vivere in benessere, aiuta a risolvere eventuali problemi e nello stesso tempo fa risparmiare.

È importante precisare, comunque, che questo non è un compito che svolgo da sola, ma in stretta collaborazione con Nicola, in quanto è lui che si reca nell’immobile da riqualificare e mi passa tutti i dati necessari, affinché io possa poi elaborarli e sottoporli al cliente.

In poche parole, io agisco su quello che vede Nicola e quindi è imprescindibile il confronto costante con lui.”

Tu hai parlato di ascolto, aiuto, confronto e condivisione nei riguardi del cliente, in quale di questi valori si riflette maggiormente il tuo lavoro?

“Devo premettere” precisa Barbara “che tutti questi valori, aggiunti ad altri già citati nei precedenti articoli, rappresentano la Living e vengono condivisi ed applicati quotidianamente, in ogni azione della nostra squadra. Quello che però maggiormente rispecchia il mio lavoro è l’aiuto, visto anche nel senso propositivo di contributo, di stimolo, di collaborazione con il cliente e non solamente di ‘soccorso’, in caso di problematiche da risolvere.

In sostanza il mio compito è aiutare il cliente a trovare la soluzione giusta per la propria abitazione, sottoponendogli le varie opportunità che possono soddisfare i suoi desideri (come ad esempio installare una pergola in un terrazzo, per rendere vivibile uno spazio finora inutilizzato), o che possono risolvere un problema (come ad esempio eliminare gli spifferi dagli infissi).

Come definiresti, invece, la parte del tuo lavoro che riguarda la compilazione degli ordini?

“Se formulare preventivi si può definire un compito ‘creativo’, non lo è altrettanto la parte riguardante gli ordini” evidenzia Barbara.

“Infatti, quando il cliente ha ‘sposato la causa’ della riqualificazione della sua abitazione ed abbiamo raggiunto la definizione degli interventi da eseguire, entra in gioco la parte più tecnica del mio lavoro, quella cioè dell’ordine da compilare.

Da questo momento in poi mi interfaccio con un sistema di configuratori delle aziende fornitrici, per l’ordine dei materiali, nonché con i colleghi, per quanto riguarda la parte relativa alle squadre esterne, esecutrici dei lavori.

Il mio lavoro produce risultati molto precisi, che vengono comunicati al fornitore per l’ordine, al cliente per la conferma ed ai miei colleghi per dare il via all’iter di calcolo per l’applicazione delle detrazioni fiscali ed al conseguente sconto in fattura.

Rispetto alla tua passata esperienza lavorativa, noti delle differenze nell’attuale ruolo alla Martini Living Solutions?

“Anche la mia precedente esperienza lavorativa riguardava il settore infissi e serramenti,” chiarisce Barbara “ma con una tipologia di clienti ed una modalità di approccio agli stessi totalmente diverse. Io infatti mi occupavo di preventivi per le imprese costruttrici, non per i privati, per cui veniva totalmente a mancare il contatto diretto e la fase di ‘aiuto’ nella scelta, di cui ho parlato prima. Il lavoro che svolgevo era molto più tecnico e meno creativo, in quanto il cliente finale si interfacciava con l’impresa e io dovevo semplicemente tradurre in numeri quanto mi veniva chiesto da quest’ultima.

Da quando sono entrata a far parte della Living, invece, pur essendo il mio mansionario simile al precedente, ho subito respirato un’aria diversa ed il mio ruolo si è arricchito di un valore aggiunto: la flessibilità. Se prima lavoravo in un sistema chiuso, basato esclusivamente sui numeri e sulle carte, ora invece il mio lavoro comprende anche la parte ‘umana’, grazie al quotidiano confronto con i colleghi ed alla tipologia di clientela, il privato, che mi consente di interagire personalmente ed in maniera propositiva, per la definizione dell’intervento richiesto”.

Come riflessione finale, oltre alla flessibilità del ruolo, cos’altro aggiunge valore al tuo lavoro alla Living?

“La Living” conclude Barbara “mi ha colpita fin da subito perché è un’azienda molto giovane, dove non esistono gerarchie e dove chi entra viene messo sullo stesso piano degli altri e valorizzato per l’apporto che dà alla squadra ed all’azienda stessa.

Sento la voglia di migliorare ogni giorno assieme ai miei colleghi, sia nel rapporto lavorativo, che in quello umano, riuscendo a vivere appieno il significato di squadra.  Mi è capitato, a questo proposito, di fare un paragone con la famiglia, dove la mamma cresce assieme ai propri figli… e qui alla Living siamo tutti un po’ mamma e un po’ figlio, uniti dalla voglia di crescere, insieme.

 

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Gli affezionati lettori del nostro blog si saranno chiesti come mai, da alcuni mesi, non parliamo più di Superbonus e di riqualificazione energetica e se questo significhi che abbiamo rivolto la nostra attenzione altrove. Al contrario, in questo periodo di ‘silenzio’, la nostra squadra ha lavorato incessantemente per poter offrire ai clienti le soluzioni migliori, le più efficaci, veloci e vantaggiose, per riqualificare la propria abitazione.

Con questo articolo apriamo la rubrica “Living dietro le quinte”, dove spiegheremo come il team della Martini Living Solutions stia concretizzando le disposizioni  del Decreto Rilancio, per quanto riguarda gli art. 119 e 121  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/19/20G00052/sg).

I nostri ragazzi, infatti, stanno lavorando sui vari ambiti, ciascuno per le proprie competenze, ma cooperando nel nome dell’azienda e senza perdere di vista il benessere della squadra, degli operatori esterni e, soprattutto, del cliente.

L’ordine con cui intervisteremo i membri della ‘squadra Living’, cercherà di seguire un percorso che, partendo dall’accoglienza dei clienti, arrivi alla consegna dei lavori ed alla relativa cessione del credito d’imposta.

Inizieremo quindi con Giada che, nonostante la sua giovane età, è stata la prima ad approdare alla Living, quando già con l’installazione dei serramenti operava una riqualificazione energetica degli edifici, pur senza l’enfasi di questi ultimi tempi.

Qual è il tuo ruolo all’interno della Living?

“Prima di descrivere il mio ruolo” ci spiega Giada “è indispensabile chiarire com’è strutturata la Living.

Nei nostri uffici abbiamo sei postazioni, dove ciascuno di noi segue un ambito aziendale, ma in sinergia e in condivisione e perseguendo l’obiettivo comune: il benessere del cliente.

Io, in particolare, sono responsabile della segreteria organizzativa e, sostanzialmente, svolgo tre compiti:

  1. Customer care ed accoglienza
  2. Gestione iter di avvio e di chiusura lavori
  3. Sburocratizzazione delle detrazioni fiscali e degli incentivi connessi”.

Quando parli di ‘accoglienza’ ti riferisci ai clienti?

“Il termine accoglienza – precisa Giada – riguarda sicuramente il ricevere chi si rivolge alla nostra azienda per chiedere dei preventivi, o semplicemente per informarsi sulla nostra tipologia di interventi, ma racchiude in sé anche un significato più ampio. Nel momento in cui una persona entra nei nostri uffici, o anche solo quando chiama al nostro centralino, il mio compito è quello di farla sentire a proprio agio, facendole percepire il benessere che si respira nell’azienda. E questo è possibile per il fatto che noi stessi stiamo bene nell’ambiente in cui lavoriamo e vogliamo trasmettere questo sentimento anche all’esterno.

Dopo la fase iniziale è compito mio, grazie anche all’aiuto dei miei colleghi, cercare di essere il più possibile efficiente ed efficace nel dare le risposte ai quesiti che mi vengono posti, espletare tutti i servizi richiesti nel minor tempo possibile ed assicurarmi che gli altri membri del team facciano lo stesso, interfacciandomi quotidianamente con la Direzione. E questo avviene sia con un cliente già acquisito, sia con la persona entrata in ufficio per la prima volta, che potrebbe comunque trasformarsi in un potenziale cliente”.

Passiamo ora al ruolo più tecnico del tuo incarico: dalla richiesta, all’avvio dei lavori… come ci arrivi?

“Questo in effetti è un compito di assoluta precisione” chiarisce Giada, facendosi di colpo seria “ed il minimo errore potrebbe generare problemi all’azienda, come al cliente. Per tale motivo è una mansione che non svolgo isolandomi nella mia postazione, ma è frutto di un lavoro di gruppo, anzi di squadra

Nel momento in cui un cliente decide di affidarci un lavoro, dalla semplice sostituzione degli infissi, alla riqualificazione completa con il pacchetto ‘chiavi in mano’, inizia il mio compito di relazioni, tanto verso l’interno, quanto verso l’esterno. In poche parole, prima di avviare un ordine o un cantiere, è d’obbligo un passaggio di informazioni e di chiarimenti con i miei colleghi, con Nicola, in qualità di Direttore responsabile e con i fornitori. In questa fase io divento quindi il ‘collante’ tra gli uffici interni, e tra questi e gli uffici esterni. Solo dopo aver pianificato il tutto, possiamo avviare ogni cantiere con estrema precisione, anche se a volte ‘errare humanum est’… “.

Ed infine il tuo compito più ostico, quello delle detrazioni fiscali

“Sicuramente la parte burocratica che riguarda le detrazioni fiscali” evidenzia Giada “è quella più laboriosa, dal momento che esige un’applicazione puntuale della normativa in vigore, per evitare che tutto il lavoro venga vanificato.

Nel lungo percorso che ci ha portati ad arrivare ai risultati positivi odierni, abbiamo seguito con attenzione tutto l’iter parlamentare, nonché dell’Agenzia delle Entrate, del MISE e dell’ENEA, riguardante gli articoli 119 (Superbonus) e 121 (Cessione del credito e Sconto in fattura), del Decreto Rilancio.  Questo lavoro di ‘studio’ è stato abbinato a numerosi ‘brainstorming’ con i miei colleghi ed all’apporto di preziosi approfondimenti da parte di professionisti, facenti parte del nostro entourage.

Per andare al sodo, nello svolgere il mio ruolo faccio in modo che il credito ‘virtuale’, acquisito dalla Living con lo sconto in fattura al cliente, diventi realtà! E questo avviene solo dopo aver ricevuto dai tecnici, interni ed esterni all’azienda, l’asseverazione di conformità sulle opere da realizzare”.

Ma come è nata la storia della cessione del credito, cui la Living ha aderito, mi pare, con successo?

“Oggi possiamo dirlo con certezza,” afferma con orgoglio Giada “i crediti acquisiti finora, con lo sconto in fattura ai clienti, sono cominciati ufficialmente ad arrivare, per cui possiamo affermare che il ciclo riguardante l’applicazione dell’articolo 121 si è chiuso positivamente!

Come è stato spiegato in un passato articolo del blog (La cessione del credito spiegata a mia mamma), con la Legge finanziaria del 2017 ed i successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente poteva cedere il credito di imposta, che si configurava con l’intervento di riqualificazione energetica (la detrazione), a noi imprese.

In questi tre anni, fatti di studio, duro lavoro e tanti cantieri, siamo riusciti a creare un modello efficace, che ci consente di applicare in modo diretto lo sconto in fattura su tutti i tipi di intervento edilizio agevolato, dalla sostituzione degli infissi alla ristrutturazione ‘chiavi in mano’, dal Sismabonus al Superbonus.”

Da come hai descritto il tuo ruolo alla Living, traspare l’entusiasmo per il tuo lavoro, ci vuoi lasciare allora con una riflessione finale?

Come si è visto, il mio ruolo” conclude Giada “è molto diversificato nei suoi vari ambiti e questo è sicuramente un lato positivo. Mi consente infatti di interagire quotidianamente con i miei colleghi, con i clienti e con i collaboratori esterni, offrendomi anche la possibilità di apprendere nuovi strumenti e nuove tecniche, sempre più efficaci ed efficienti, per incrementare le mie competenze, al fine di migliorare i flussi dell’azienda.

Ma il motivo principale per cui amo il mio lavoro alla Living, è l’atmosfera di benessere che permea l’azienda e che, oltre ad essere uno dei nostri valori, genera a sua volta benessere verso chiunque vi entri in relazione.

 

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“Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo”.

Questo disse Henry Ford, imprenditore statunitense e co-fondatore della Ford Motor Company, nella prima metà del 1900.

Oggi, forse più di allora, la capacità di innovare sta soprattutto nella componente umana e nella creazione di valori condivisi che, grazie ad un lavoro di squadra, portano  armonia in azienda.

Martini Living Solutions ha fatto suo questo concetto, continuando a perfezionarlo e a metterlo in pratica negli anni.

Ora cercherò di spiegare brevemente il significato di “squadra” ed i vantaggi che la stessa può portare in azienda, per passare poi a capire come concretamente Fabio e Nicola siano riusciti a costruire la ‘loro squadra’, che sta facendo crescere esponenzialmente la Living.

Lavoro di gruppo o lavoro di squadra?

Spesso siamo portati a confondere il termine ‘gruppo’ con il termine ‘squadra’, che presuppongono invece due approcci diversi alla modalità lavorativa in azienda.

Le persone che lavorano insieme, all’interno di un gruppo, pur perseguendo gli stessi scopi, sono però maggiormente concentrate sulle proprie prestazioni. Questo può agire da stimolo a dare il meglio di se stessi, facendo emergere le proprie competenze, ma sviluppando anche la competitività e rischiando, così, di perdere di vista l’obiettivo comune.

Il lavoro di squadra è, invece, qualcosa di più strutturato e complesso.

Le persone che formano una ‘squadra’, possiedono competenze e capacità specifiche che si integrano perfettamente tra loro, riuscendo a creare un clima di cooperazione e di co-creazione di valore, fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi comuni. In pratica l’interesse di ciascuno è subordinato all’interesse della squadra e, soprattutto, dell’azienda.

Come disse Andrew Carnegie, “Il lavoro di squadra è la capacità di lavorare insieme per una visione comune. La capacità di dirigere il lavoro individuale verso gli obiettivi dell’intera organizzazione”.         

Da questo si evince che un gruppo di lavoro, per essere funzionale all’azienda, deve riuscire a realizzare un lavoro di squadra.

E la Living come è riuscita a raggiungere questo traguardo?

Fabio Martini, fondatore ed Amministratore e Nicola Doro, Direttore generale della Living, prima che soci in azienda, sono amici nella vita.

Mi spiegano che la loro conoscenza, avvenuta nel 2018 in maniera del tutto casuale, è stato il classico “colpo di fulmine”!

Da quell’incontro infatti, programmato per una consulenza estemporanea, è nata una condivisione di ideali e di strategie per il miglioramento dell’azienda, che ha portato in seguito ad una proficua collaborazione.

Qual è stata la parola chiave che ha dato vita al vostro rapporto lavorativo?

“I concetti, o meglio i valori, sui quali fin da subito ci siamo sentiti allineati” afferma Nicola Doro “sono stati la ‘crescita’ e lo ‘sviluppo’, intesi non solo nei confronti dell’azienda, ma anche e soprattutto a livello personale”.

“Oltre a questi” continua Nicola “grazie soprattutto alla lungimiranza di Fabio, la parola chiave che ha alimentato la mia passione per questo lavoro, è ‘collaborazione’. Ho condiviso con Fabio ogni scelta lavorativa fin da subito coltivando, nel contempo, una grande amicizia fuori dell’azienda. In poche parole noi siamo sempre stati più amici che colleghi”.

Quale strategia avete applicato, per essere riusciti a far crescere tanto, in così poco tempo, la Living?

“Non parlerei proprio di strategia” mi corregge Nicola “in quanto non è stata pianificata, ma è scaturita spontaneamente. Entrambi infatti sentivamo che ‘stare bene’ in azienda poteva essere sinonimo di efficienza e progresso, nonché di benessere personale, sia interno che esterno all’azienda stessa”.

Quando avete sentito la necessità di formare l’attuale gruppo?

“Dopo alcuni mesi di ‘rodaggio’, nei quali comunque la Living ha cominciato a svilupparsi, è sorta la necessità di far crescere la ‘nostra famiglia’ e quindi, gradualmente, abbiamo assunto del personale con competenze specifiche, per potenziare i vari ambiti aziendali”.

Ora Nicola ci presenta i membri della squadra, che definisce collaboratori e dei quali parleremo più approfonditamente nei prossimi articoli.

Giada, responsabile della segreteria organizzativa, era già presente prima che arrivassi io pertanto, anche se è la più giovane del gruppo, di fatto è la più ‘anziana’ all’interno della Living” ironizza Nicola.

“La seconda persona ad arrivare nei nostri uffici è stata Martina che, nonostante o forse grazie alla sua laurea in filosofia, ha dato un apporto di precisione e di sistematicità al ruolo amministrativo – contabile”.

“Successivamente e quasi contemporaneamente, sono arrivati Christian e Barbara”.

“Christian, ingegnere edile, grazie alle sue competenze si è rivelato un valido collaboratore, per quanto riguarda le pratiche per la detrazione e gli studi di fattibilità termo-tecnici, nonché un grande amico”.

“Barbara, infine, annoverando nel suo bagaglio un’esperienza pluriennale nel settore, riesce a svolgere un preciso ed accurato lavoro nell’ambito dei preventivi, degli ordini e della gestione delle commesse, oltre a manifestare tutta la sua gentilezza nei rapporti con i clienti”.

“Dal momento che la Living sta crescendo in modo, speriamo, inarrestabile…, entrerà fra poco a far parte del nostro gruppo anche un nuovo responsabile tecnico di cantiere”.

Come siete riusciti a trasformare il ‘gruppo’ di collaboratori in una ‘squadra’ affiatata?

Nicola e Fabio tengono a precisare che, gli ottimi risultati ottenuti a livello di crescita personale interna alla Living, non è solo ‘farina del loro sacco’, ma hanno recepito e messo in pratica i suggerimenti emersi durante il percorso in Accademia di formazione.

“Abbiamo sentito la necessità” conferma Nicola “di intraprendere noi per primi un percorso di crescita personale e valoriale, in modo da diventare esempio, per coinvolgere il nostro gruppo. Fabio ed io ci siamo quindi confrontati sui valori che ognuno di noi riteneva importanti e sono emersi i concetti di ‘crescita’ , ‘aiuto’ e ‘sostenibilità’.

Dopo questo primo step, abbiamo coinvolto i nostri collaboratori nella formazione, stimolandoli ad esternare i propri valori e, in seguito, quelli condivisi con il gruppo. A questo punto sono emersi gli stessi nostri valori prima citati, ai quali i ragazzi hanno aggiunto il ‘benessere’. Ovviamente anche per noi questo era importante, pur avendolo dato per scontato, visto che sullo stesso avevamo fondato il nostro rapporto di collaborazione” precisa Nicola.

“Completato il percorso, siamo riusciti ad allinearci tutti negli stessi ideali, trascritti poi nella ‘carta dei valori’, che chiunque può leggere entrando nei nostri uffici.  A questo punto, possiamo dire che il ‘gruppo’ si è trasformato in una ‘squadra’ unita ed affiatata, con uno spiccato senso di appartenenza alla Living” afferma con orgoglio Nicola. “Ed il monito costante che trapela, è che prima di ogni azione, sia verso l’interno che verso l’esterno dell’azienda (clienti, fornitori, partners,…), ciascuno si chieda se la stessa sia allineata con gli ideali propri e quindi della squadra. Questo per portare risultati di valore ed al contempo vivere in armonia l’ambiente lavorativo, contribuendo a mantenere alto il tono emozionale”.

“Ma ora basta parlare di noi” conclude Nicola, “e aspettiamo i prossimi articoli di questo blog, per dare voce ai nostri collaboratori, che formano la squadra vincente della Martini Living Solutions”.

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Piantare un albero aiuta il Pianeta: per questo motivo la nostra Azienda ha intrapreso un’iniziativa che mira a sensibilizzare le persone verso la questione ambientale.  Abbiamo deciso infatti di regalare a tutti i clienti un albero da piantare, di cui potranno poi seguire l’evoluzione e la crescita sulla piattaforma di Treedom.it.
Questo progetto va a completare il nostro percorso di riqualificazione energetica delle abitazioni nel territorio.
Infatti, se migliorare l’efficienza energetica degli edifici permette di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera, regalare centinaia di alberi da piantare fa sì che l’anidride carbonica emessa venga riassorbita, chiudendo il cerchio!

Ma perché piantare un albero?

Sin da bambini ci hanno insegnato a scuola che gli alberi vivono e crescono grazie a tre elementi naturali fondamentali: energia solare, acqua ed anidride carbonica.
Da questi elementi, mediante il processo della fotosintesi clorofilliana, le piante producono il proprio nutrimento, fissando il carbonio nel terreno e rilasciando l’ossigeno nell’aria.
Sappiamo anche che l’eccesso di anidride carbonica accumulata nell’atmosfera, è la prima diretta responsabile dell’aumento dell’effetto serra e, quindi, dell’innalzamento della temperatura del pianeta.

A questo punto la risposta alla domanda iniziale è lampante: se gli alberi si nutrono catturando l’anidride carbonica in eccesso nell’atmosfera, piantandone il più possibile ridurremo l’effetto serra e miglioreremo la qualità dell’aria che respiriamo.
Le piante, inoltre, rivestono anche un altro ruolo importante per la vita dell’uomo: intercettano le polveri sottili, molto dannose per le vie respiratorie e per l’apparato cardio-vascolare.

Quanta anidride carbonica può assorbire un albero?

Dipende da molti fattori: specie, età, altezza, tipo di chioma, contesto in cui l’albero viene piantato,…
Una pianta adulta – sostiene la Coldiretti – è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno.

Uno studio svolto presso l’Istituto di Biometeorologia di Bologna, ha analizzato 31 specie arboree in base alla loro capacità di assorbimento della CO2, con un valore medio annuo su 20 anni di vita.
La pianta “anti smog” per eccellenza è l’Acero Riccio, che è in grado di assorbire fino a 190 kg di CO2 in un anno; anche il tiglio, pianta presente ancora in molti nostri viali, rientra nella classifica ed è in grado di assorbire fino a 140 kg di CO2 in un anno.

Per fare una comparazione con l’emissione quotidiana di anidride carbonica, basti pensare che solamente fare una doccia, o far funzionare la lavastoviglie, comporta l’emissione di 1 kg di CO2!

Ma sono solamente i combustibili fossili i responsabili dell’aumento dell’effetto serra?

Assolutamente no! Il suolo costituisce il secondo serbatoio di carbonio, dopo gli oceani.
L’anidride carbonica presente in atmosfera, infatti, viene fissata dall’attività fotosintetica delle piante e da queste viene accumulata nel suolo sotto forma di sostanza organica, indispensabile per il loro nutrimento.

Se lasciato indisturbato, il carbonio si stabilizza e resta intrappolato nel suolo anche per migliaia di anni.
Da qui il riconoscimento, da parte delle convenzioni internazionali su desertificazione (Parigi, 1994), cambiamento climatico e biodiversità (Rio de Janeiro, 1992), del ruolo svolto dal suolo nel ciclo del carbonio.
Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente “circa la metà del carbonio è immagazzinata nel suolo delle foreste. Se le danneggiamo o le tagliamo, però, esse rilasciano nuovamente il carbonio nell’atmosfera.

È inoltre noto che l’aratura dei terreni agricoli accelera la decomposizione e la mineralizzazione della materia organica. Per mantenere il carbonio e i nutrienti all’interno del suolo, è necessario ridurre la lavorazione dei terreni, coltivando secondo il principio della rotazione del raccolto, utilizzando le cosiddette “colture da rinnovo” e lasciando i residui della coltivazione sulla superficie del suolo.
Infatti, lasciare i residui della coltivazione sulla superficie prima e durante la semina può contribuire a proteggere il suolo dall’erosione. Ridurre invece la lavorazione del suolo contribuisce a una minore frammentazione e rovesciamento dello stesso.
Analogamente l’agricoltura biologica, che prevede l’uso di concimi naturali, può ricostruire lo strato di carbonio organico situato in profondità sotto la superficie del suolo. Così facendo riduce i gas serra, poiché non fa ricorso a fertilizzanti chimici.

La FAO stima che le emissioni di CO2 per ettaro di terreno coltivato con metodi di agricoltura biologica siano inferiori del 48 %-66 %, rispetto ai gas serra generati da terreni coltivati con metodi tradizionali”.

In sintesi

Quando si danneggia il suolo o si abbattono gli alberi, si libera carbonio, che ritorna nell’atmosfera sotto forma di CO2, aumentando l’effetto serra.
Un terreno sano e vivo, ricco di vegetazione, assorbe acqua ed anidride carbonica. Quando lo distruggiamo le abbandona e si asciuga, avviando il processo di desertificazione ed alterando il microclima.

Come possiamo intervenire?

È palese che per contrastare il fenomeno del cambiamento climatico, dovuto all’alterazione dell’effetto serra, sono necessarie specifiche politiche governative. Serve inoltre mutare i nostri stili di vita, ma il cammino è lungo e presuppone un profondo cambiamento culturale.
Ecco perché è urgente affiancare ai processi di conversione ecologica, anche delle azioni che portino rapidamente ad un abbassamento dei livelli di CO2.
Piantare alberi è l’azione più semplice che si possa pensare e, anche se non risolve il problema nel suo complesso, può essere d’aiuto.
Attualmente, sulla Terra ci sono 5,5 miliardi di ettari di boschi (dati Fao).

Secondo il recente rapporto dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) per ridurre di 1,5 °C il riscaldamento globale entro il 2050, sarebbe necessario avere un miliardo di ettari in più di foreste.
Come serbatoi naturali del carbonio i boschi svolgono quindi un ruolo fondamentale, per il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dal Protocollo di Kyoto.

Noi di Martini Living Solutions, vogliamo comunicare in modo concreto il nostro impegno ambientale, oltre che con l’azione quotidiana di riqualificazione energetica, anche donando un albero ai nostri clienti, passati, presenti e futuri.
Questi alberi verranno piantati in sei zone del mondo, dove la nostra foresta potrà contribuire a rendere il mondo sempre più verde e pulito, creando valore per l’intero pianeta, grazie anche alla vostra collaborazione.

Con la condivisione dell’articolo potrete divulgare questo messaggio, affinché possa sensibilizzare il maggior numero di persone a lasciare un ambiente più sano ai nostri figli.

Per approfondimenti sul nostro progetto, potrete visitare il sito https://www.treedom.net/it/organization/martini-living-solutions-srls/trees

 

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Dal 16 luglio il Decreto Rilancio si chiama Legge 77/2020 ed è pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha stilato in questi giorni la bozza dei decreti attuativi ed anche quest’ultima verrà pubblicata a brevissimo.

L’Agenzia delle Entrate è già entrata nel merito delle disposizioni attuative delle misure sull’efficientamento energetico degli edifici, con un’audizione del Direttore dell’Agenzia stessa.

A questo punto possiamo tranquillamente passare “dalla teoria alla pratica”!

È vero che dobbiamo aspettare che i decreti attuativi e le linee guida vengano pubblicati, ma nell’attesa qualcosa di operativo si può già fare.

Scelta dell’impresa costruttrice, sopralluogo, analisi energetica dell’immobile, individuazione e progettazione degli interventi, stesura del computo metrico, …

Prima però è utile conoscere nel dettaglio quali interventi di recupero del patrimonio edilizio o di efficienza energetica si possono attuare, godendo della detrazione del 110% e fino a quale massimale di spesa, alla luce delle modifiche introdotte.

Cosa è stato modificato rispetto al Decreto Rilancio uscito a maggio?

Ci sono alcune modifiche sostanziali, che balzano subito agli occhi, confrontando il Decreto di maggio e la Legge di luglio.

  1. I limiti di spesa, per riuscire a svolgere i lavori senza spendere soldi, sono stati abbassati e si potrà accedere alla detrazione del 110%, solo se viene accertata la congruità delle spese.

Ad esempio, per eseguire i lavori che rientrano nell’intervento trainante n. 1 (cappotto termico,  rifacimento tetto e sottotetto), abbinandone eventualmente altri, sono stati modificati i limiti di spesa per        ogni tipologia di immobile.

– € 50.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari, funzionalmente indipendenti e che dispongono di un accesso autonomo dall’esterno.

– € 40.000, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;

– € 30.000, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Anche per i lavori che rientrano nell’intervento trainante n. 2 (sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti), eventualmente abbinati ad altri di efficienza energetica, i limiti di                 spesa sono stati in parte modificati.

– € 30.000 per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari, funzionalmente indipendenti e che dispongono di un accesso autonomo dall’esterno.

– € 20.000, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari.

– € 15.000, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

  1. Non c’è più distinzione tra prima e seconda casa. In buona sostanza, la legge concede la possibilità di svolgere gli interventi fino ad un limite massimo di due unità immobiliari per ciascun proprietario.

(Per approfondimenti leggi l’articolo La mia casa rientra nel Superbonus?)

  1. Sono ammessi all’agevolazione del 110% anche gli interventi di demolizione e ricostruzione, con modifica della sagoma, ma senza aumento della volumetria dell’immobile.
  2. Se l’edificio è sottoposto a vincoli urbanistici, ambientali o dei beni culturali, per cui non sia possibile eseguire gli interventi trainanti, la detrazione potrà essere applicata a tutti gli altri lavori di efficienza energetica, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti stessi.
  3. Non è concesso accedere alle detrazioni fiscali, se riguardano interventi che ne hanno già beneficiato, eseguiti da un tempo inferiore ai dieci anni dalla data di fine lavori.

Come vengono calcolati i prezzi, per definire la “congruità delle spese”?

I tecnici abilitati certificano il rispetto dei requisiti previsti, sulla base del progetto e della sua effettiva realizzazione, nonché della congruità delle spese sostenute dall’1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, naturalmente con bonifici parlanti.

Riguardo a questo, si fa riferimento ai prezzari predisposti dalla Regione nella quale vengono effettuati i lavori, oppure ai listini delle locali camere di commercio oppure ai prezzi correnti di mercato.

Si possono eseguire interventi di efficienza energetica diversi dal cappotto o dalla caldaia, con la detrazione al 110%?

Ai lavori “trainanti”, cioè il cappotto termico e la sostituzione dell’impianto di riscaldamento, possono essere abbinati tutti gli altri interventi di efficienza energetica previsti dal precedente ecobonus.

Ad esempio si possono sostituire gli infissi, installare le schermature solari, coibentare i cassonetti, sistemare la facciata, con la detrazione del 110%. Questo a patto che tali lavori siano abbinati ad almeno uno dei due interventi trainanti di cui sopra.

Inoltre devono rispettare i requisiti minimi previsti dai precedenti decreti ed assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, considerando nel complesso tutti gli interventi effettuati.

Cosa si può iniziare a fare, in attesa delle linee guida dell’Agenzia delle Entrate?

  • Una prima operazione da avviare è l’analisi dell’immobile da riqualificare.

È necessario verificare il tipo di edificio e le relative caratteristiche energetiche, impiantistiche e strutturali, mediante un sopralluogo con l’ingegnere, che produrrà un attestato di prestazione energetica (APE).

Oltre a una diagnosi degli aspetti costruttivi, servirà anche una diagnosi delle questioni burocratiche.

È fondamentale, infatti, capire se vi sia conformità dal punto di vista urbanistico, edilizio e amministrativo.

  • Si può procedere poi con una simulazione degli interventi da effettuare, per capire se saranno sufficienti per l’aumento di due classi energetiche, criterio indispensabile per accedere alla detrazione.
  • Infine si passerà alla progettazione, con la redazione del computo metrico e relative quotazioni, rispettando i massimali di spesa previsti per ciascun intervento.

Se non si ha il tempo di seguire i lavori e tantomeno l’iter burocratico, come si può fare?

Per rendere più agevoli i lavori è consigliabile contattare imprese che abbiano la possibilità di svolgere tutti gli interventi autonomamente, avvalendosi di professionisti nei vari settori, compreso quello burocratico.

In poche parole esistono due formule che rendono la vita del cliente più serena:

  • INTERVENTO CHIAVI IN MANO
  • SCONTO IN FATTURA DELLA DETRAZIONE

Noi di Martini Living Solutions, con il nostro entourage di professionisti, siamo strutturati per seguire tutto l’iter operativo, burocratico e fiscale, dal primo sopralluogo al collaudo di fine cantiere.

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