Tag Archivio per: risparmioenergetico

Dopo aver raccontato la Martini Living Solutions, attraverso le testimonianze di tutti i membri della squadra aziendale, non potevamo chiudere il nostro ciclo di interviste senza dare voce a colui che ha intrapreso per primo quest’avventura.

Stiamo parlando di Fabio Martini che, nel mese di maggio 2017, ha creato la Living, showroom di serramenti ed infissi, come divisione interna della Martini Opere.

Solamente un anno dopo è arrivato in azienda Nicola e, dalla stretta collaborazione, nonché dalla profonda amicizia nate subito fra loro, la Living ha iniziato a muoversi con le proprie gambe, espandendosi in maniera autonoma rispetto alla Opere.

Oggi Fabio ci parlerà del ‘filo rosso’ che lega impercettibilmente la Martini Living alla Martini Opere e del progetto che lui e Nicola stanno improntando per il futuro, che le vedrà riunite in un unico Gruppo aziendale.

Fabio, qual è il tuo ruolo all’interno della Living?

“Il mio” precisa Fabio “non è un ruolo attivo all’interno della Living, infatti ho lasciato la completa gestione dell’azienda al mio socio Nicola, mantenendo solamente la parte di Amministratore, con una quota societaria di minoranza.

Io mi occupo pertanto della gestione della Martini Opere e di uno showroom di piastrelle, che prima facevano parte dei prodotti offerti dalla Living, aperto recentemente per diversificare gli ambiti di intervento nell’edilizia, mediante aziende specializzate nei vari servizi”.

Di cosa si occupa la Martini Opere?

“La Martini Opere” spiega Fabio “è nata nel 2015 come azienda che si occupava di ristrutturazioni di immobili privati, idea che viene ripresa in questo periodo dalla Living nell’ambito della riqualificazione energetica degli edifici.

Negli ultimi anni, invece, si è dedicata principalmente alla costruzione ex novo ed alla ristrutturazione di edifici in disuso, per poi metterli in vendita, divenendo di fatto un’azienda immobiliare.

Con l’entrata in vigore delle nuove norme in fatto di riqualificazione energetica, anche la Martini Opere ha fatto un percorso di evoluzione verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale.

Un esempio in tal senso sono gli interventi effettuati con il sistema costruttivo Climablock, che utilizza una casseratura coibentata in EPS (polistirolo), la quale resta in opera anche dopo essere stata riempita di calcestruzzo, eliminando ponti termici e discontinuità di isolamento.

La presenza di polistirene sulla superficie interna ed esterna della muratura garantisce infatti un elevato isolamento termico delle pareti, nonché performance antisismiche ed acustiche eccellenti,  consentendo di realizzare edifici ad energia quasi zero (NZEB), perciò case passive, senza la necessità di applicare in un secondo momento il cappotto esterno.

Questo sistema di costruzioni permette quindi di ridurre notevolmente i tempi di costruzione e, di conseguenza, i costi di manodopera e di materiali, oltre a garantire un risparmio consistente sui consumi energetici per il riscaldamento ed il raffreddamento dei locali abitati.

La Martini Opere ha seguito poi anche il Progetto Luxury, che consiste nel restauro immobiliare di pregio, su ville storiche ormai in decadenza.

Questo progetto ha consentito di effettuare un restauro conservativo di immobili di valore in chiave sostenibile, utilizzando tecniche di efficientamento energetico all’avanguardia, in modo da poter rendere abitabili tali costruzioni, trasformandole in appartamenti di pregio da offrire ai clienti interessati”.

Da quanto si evince, la Martini Opere rispecchia alcuni valori portati avanti dalla Living.

“Come ho già anticipato” sostiene Fabio “l’evoluzione della Martini Opere in questi anni, sia dal punto di vista costruttivo, che di strategia imprenditoriale, tende sempre di più a riavvicinarsi alla Living, allineandosi anche ai valori di cui è stato parlato negli articoli precedenti (cfr. articolo Da gruppo a squadra, per creare armonia in azienda).

Dopo la scissione avvenuta tre anni fa, con la decisione unanime di portare avanti progetti indipendenti ora, grazie anche alle nuove norme in materia edile ed agli incentivi statali (bonus ristrutturazioni e superbonus 110%), gli obiettivi delle due aziende si stanno ricongiungendo, sostenuti inoltre da valori condivisi come la sostenibilità, il benessere, la collaborazione e l’aiuto.

Tutto questo viene facilitato anche dal fatto che la sede delle due aziende si trova nel medesimo stabile e che il rapporto di stretta collaborazione con Nicola, proiettato a 360° su tutti gli ambiti di crescita aziendale, ha fatto sì che emergessero delle idee che potevano accomunare le due aziende”.

Ci puoi, a questo punto, anticipare qualcosa sul vostro progetto futuro?

“In pratica” conclude Fabio “la Living, nata da una ‘costola’ della Opere, ha intrapreso il suo percorso in maniera del tutto autonoma. È cresciuta moltissimo in poco tempo, riuscendo a costruire una fitta rete di collaborazioni e fissando obiettivi strategici, supportati da una squadra competente ed affiatata.

Anche la Opere ha fatto il suo percorso di evoluzione che, come ho già detto, si sta allineando a quello della Living sotto molti aspetti. Non da ultimo è l’obiettivo al quale stiamo puntando: prediligere di riportare alla vita e di efficientare immobili esistenti in disuso, anziché togliere spazi verdi per costruire ex novo.

Pertanto a questo punto si può affermare che, anche se non sarà una cosa immediata, le due aziende sono comunque pronte a ricongiungere le loro strade per formare un Gruppo aziendale, con ruoli distinti, ma animate dallo stesso intento: aiutare i clienti a stare bene nella propria casa, risparmiando nelle bollette e salvaguardando l’ambiente.

Ma in che modo?

  • La Living, come azienda specializzata nella riqualificazione energetica degli edifici, può aiutare i clienti che hanno già una casa, a renderla più efficiente e sostenibile.
  • La Opere, invece, in qualità di azienda immobiliare che ristruttura o costruisce immobili, può aiutare i clienti che vogliono acquistare una nuova casa, efficiente dal punto di vista energetico.

Per concludere, quindi, possiamo affermare con orgoglio che il ‘leitmotiv’ di questo Gruppo aziendale si baserà principalmente sulla sostenibilità, sull’efficientamento energetico e sul risparmio, nell’ottica dell’aiuto al cliente e della salvaguardia dell’ambiente”.

 

http://www.martinilivingsolutions.it

http://www.martiniopere.it

Prosegue il nostro viaggio dietro le quinte della Martini Living Solutions, per comprendere quale sia lo spirito che anima il lavoro della squadra e quanto lo stesso sia collegato al percorso di crescita e di sviluppo, sia personale che aziendale.

Già analizzando lo slogan associato al logo della Living, ci si può rendere conto dell’evoluzione avvenuta in pochi anni, non solo del prodotto proposto, ma soprattutto del valore intrinseco al servizio offerto.

Si è passati, infatti, da ‘rivestimenti e serramenti’, a ‘design d’interni & serramenti’, a ‘sostenibilità-comfort-sicurezza’ ed infine ad ‘abitare in armonia’, sintetizzando in quest’ultimo i valori della Living, nonché i desideri ed i sentimenti del cliente.

L’armonia che rende la casa un luogo accogliente, dove ci si sente protetti, rilassati, dove in sostanza ‘si vive bene’, non si ottiene solo con rifiniture di qualità, ma anche e soprattutto partecipando alla loro scelta con il proprio gusto, le proprie emozioni ed i propri sogni.

Ed è di questo che ci parlerà Barbara nell’intervista che segue, di come cioè lei riesca, mettendo in campo le sue competenze, ma anche la sua empatia, ad aiutare il cliente a concretizzare i propri sogni.

Di cosa ti occupi all’interno della Living?

“Il mio ruolo all’interno dell’azienda” spiega Barbara “ si divide sostanzialmente in due macro-compiti:

  1. Formulare i preventivi
  2. Stilare gli ordini

Detto così sembra si parli di un lavoro sterile, fatto solo di numeri e di computer, in realtà è un ruolo che mi permette di mettere in campo anche la mia ‘parte creativa ed empatica’, soprattutto nella prima fase, funzionale alla formulazione dei preventivi. Si tratta infatti di un lavoro di scelta del prodotto da installare e dell’intervento da realizzare, che nasce dall’ascolto, dall’aiuto, dal confronto e dalla condivisione di idee con il cliente.

Dietro ogni tassello che compone le opere che andremo a realizzare, sta una grande varietà di modelli, di materiali, di tecniche esecutive. Non esiste il prodotto ‘migliore’ in senso assoluto, ma è necessario trovare quello ‘giusto’ per la persona e per la sua casa, quello che incontra il gusto estetico di ciascuno, esaudisce il desiderio di vivere in benessere, aiuta a risolvere eventuali problemi e nello stesso tempo fa risparmiare.

È importante precisare, comunque, che questo non è un compito che svolgo da sola, ma in stretta collaborazione con Nicola, in quanto è lui che si reca nell’immobile da riqualificare e mi passa tutti i dati necessari, affinché io possa poi elaborarli e sottoporli al cliente.

In poche parole, io agisco su quello che vede Nicola e quindi è imprescindibile il confronto costante con lui.”

Tu hai parlato di ascolto, aiuto, confronto e condivisione nei riguardi del cliente, in quale di questi valori si riflette maggiormente il tuo lavoro?

“Devo premettere” precisa Barbara “che tutti questi valori, aggiunti ad altri già citati nei precedenti articoli, rappresentano la Living e vengono condivisi ed applicati quotidianamente, in ogni azione della nostra squadra. Quello che però maggiormente rispecchia il mio lavoro è l’aiuto, visto anche nel senso propositivo di contributo, di stimolo, di collaborazione con il cliente e non solamente di ‘soccorso’, in caso di problematiche da risolvere.

In sostanza il mio compito è aiutare il cliente a trovare la soluzione giusta per la propria abitazione, sottoponendogli le varie opportunità che possono soddisfare i suoi desideri (come ad esempio installare una pergola in un terrazzo, per rendere vivibile uno spazio finora inutilizzato), o che possono risolvere un problema (come ad esempio eliminare gli spifferi dagli infissi).

Come definiresti, invece, la parte del tuo lavoro che riguarda la compilazione degli ordini?

“Se formulare preventivi si può definire un compito ‘creativo’, non lo è altrettanto la parte riguardante gli ordini” evidenzia Barbara.

“Infatti, quando il cliente ha ‘sposato la causa’ della riqualificazione della sua abitazione ed abbiamo raggiunto la definizione degli interventi da eseguire, entra in gioco la parte più tecnica del mio lavoro, quella cioè dell’ordine da compilare.

Da questo momento in poi mi interfaccio con un sistema di configuratori delle aziende fornitrici, per l’ordine dei materiali, nonché con i colleghi, per quanto riguarda la parte relativa alle squadre esterne, esecutrici dei lavori.

Il mio lavoro produce risultati molto precisi, che vengono comunicati al fornitore per l’ordine, al cliente per la conferma ed ai miei colleghi per dare il via all’iter di calcolo per l’applicazione delle detrazioni fiscali ed al conseguente sconto in fattura.

Rispetto alla tua passata esperienza lavorativa, noti delle differenze nell’attuale ruolo alla Martini Living Solutions?

“Anche la mia precedente esperienza lavorativa riguardava il settore infissi e serramenti,” chiarisce Barbara “ma con una tipologia di clienti ed una modalità di approccio agli stessi totalmente diverse. Io infatti mi occupavo di preventivi per le imprese costruttrici, non per i privati, per cui veniva totalmente a mancare il contatto diretto e la fase di ‘aiuto’ nella scelta, di cui ho parlato prima. Il lavoro che svolgevo era molto più tecnico e meno creativo, in quanto il cliente finale si interfacciava con l’impresa e io dovevo semplicemente tradurre in numeri quanto mi veniva chiesto da quest’ultima.

Da quando sono entrata a far parte della Living, invece, pur essendo il mio mansionario simile al precedente, ho subito respirato un’aria diversa ed il mio ruolo si è arricchito di un valore aggiunto: la flessibilità. Se prima lavoravo in un sistema chiuso, basato esclusivamente sui numeri e sulle carte, ora invece il mio lavoro comprende anche la parte ‘umana’, grazie al quotidiano confronto con i colleghi ed alla tipologia di clientela, il privato, che mi consente di interagire personalmente ed in maniera propositiva, per la definizione dell’intervento richiesto”.

Come riflessione finale, oltre alla flessibilità del ruolo, cos’altro aggiunge valore al tuo lavoro alla Living?

“La Living” conclude Barbara “mi ha colpita fin da subito perché è un’azienda molto giovane, dove non esistono gerarchie e dove chi entra viene messo sullo stesso piano degli altri e valorizzato per l’apporto che dà alla squadra ed all’azienda stessa.

Sento la voglia di migliorare ogni giorno assieme ai miei colleghi, sia nel rapporto lavorativo, che in quello umano, riuscendo a vivere appieno il significato di squadra.  Mi è capitato, a questo proposito, di fare un paragone con la famiglia, dove la mamma cresce assieme ai propri figli… e qui alla Living siamo tutti un po’ mamma e un po’ figlio, uniti dalla voglia di crescere, insieme.

 

http://www.martinilivingsolutions.it

http://www.martiniopere.it

Gli affezionati lettori del nostro blog si saranno chiesti come mai, da alcuni mesi, non parliamo più di Superbonus e di riqualificazione energetica e se questo significhi che abbiamo rivolto la nostra attenzione altrove. Al contrario, in questo periodo di ‘silenzio’, la nostra squadra ha lavorato incessantemente per poter offrire ai clienti le soluzioni migliori, le più efficaci, veloci e vantaggiose, per riqualificare la propria abitazione.

Con questo articolo apriamo la rubrica “Living dietro le quinte”, dove spiegheremo come il team della Martini Living Solutions stia concretizzando le disposizioni  del Decreto Rilancio, per quanto riguarda gli art. 119 e 121  https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/05/19/20G00052/sg).

I nostri ragazzi, infatti, stanno lavorando sui vari ambiti, ciascuno per le proprie competenze, ma cooperando nel nome dell’azienda e senza perdere di vista il benessere della squadra, degli operatori esterni e, soprattutto, del cliente.

L’ordine con cui intervisteremo i membri della ‘squadra Living’, cercherà di seguire un percorso che, partendo dall’accoglienza dei clienti, arrivi alla consegna dei lavori ed alla relativa cessione del credito d’imposta.

Inizieremo quindi con Giada che, nonostante la sua giovane età, è stata la prima ad approdare alla Living, quando già con l’installazione dei serramenti operava una riqualificazione energetica degli edifici, pur senza l’enfasi di questi ultimi tempi.

Qual è il tuo ruolo all’interno della Living?

“Prima di descrivere il mio ruolo” ci spiega Giada “è indispensabile chiarire com’è strutturata la Living.

Nei nostri uffici abbiamo sei postazioni, dove ciascuno di noi segue un ambito aziendale, ma in sinergia e in condivisione e perseguendo l’obiettivo comune: il benessere del cliente.

Io, in particolare, sono responsabile della segreteria organizzativa e, sostanzialmente, svolgo tre compiti:

  1. Customer care ed accoglienza
  2. Gestione iter di avvio e di chiusura lavori
  3. Sburocratizzazione delle detrazioni fiscali e degli incentivi connessi”.

Quando parli di ‘accoglienza’ ti riferisci ai clienti?

“Il termine accoglienza – precisa Giada – riguarda sicuramente il ricevere chi si rivolge alla nostra azienda per chiedere dei preventivi, o semplicemente per informarsi sulla nostra tipologia di interventi, ma racchiude in sé anche un significato più ampio. Nel momento in cui una persona entra nei nostri uffici, o anche solo quando chiama al nostro centralino, il mio compito è quello di farla sentire a proprio agio, facendole percepire il benessere che si respira nell’azienda. E questo è possibile per il fatto che noi stessi stiamo bene nell’ambiente in cui lavoriamo e vogliamo trasmettere questo sentimento anche all’esterno.

Dopo la fase iniziale è compito mio, grazie anche all’aiuto dei miei colleghi, cercare di essere il più possibile efficiente ed efficace nel dare le risposte ai quesiti che mi vengono posti, espletare tutti i servizi richiesti nel minor tempo possibile ed assicurarmi che gli altri membri del team facciano lo stesso, interfacciandomi quotidianamente con la Direzione. E questo avviene sia con un cliente già acquisito, sia con la persona entrata in ufficio per la prima volta, che potrebbe comunque trasformarsi in un potenziale cliente”.

Passiamo ora al ruolo più tecnico del tuo incarico: dalla richiesta, all’avvio dei lavori… come ci arrivi?

“Questo in effetti è un compito di assoluta precisione” chiarisce Giada, facendosi di colpo seria “ed il minimo errore potrebbe generare problemi all’azienda, come al cliente. Per tale motivo è una mansione che non svolgo isolandomi nella mia postazione, ma è frutto di un lavoro di gruppo, anzi di squadra

Nel momento in cui un cliente decide di affidarci un lavoro, dalla semplice sostituzione degli infissi, alla riqualificazione completa con il pacchetto ‘chiavi in mano’, inizia il mio compito di relazioni, tanto verso l’interno, quanto verso l’esterno. In poche parole, prima di avviare un ordine o un cantiere, è d’obbligo un passaggio di informazioni e di chiarimenti con i miei colleghi, con Nicola, in qualità di Direttore responsabile e con i fornitori. In questa fase io divento quindi il ‘collante’ tra gli uffici interni, e tra questi e gli uffici esterni. Solo dopo aver pianificato il tutto, possiamo avviare ogni cantiere con estrema precisione, anche se a volte ‘errare humanum est’… “.

Ed infine il tuo compito più ostico, quello delle detrazioni fiscali

“Sicuramente la parte burocratica che riguarda le detrazioni fiscali” evidenzia Giada “è quella più laboriosa, dal momento che esige un’applicazione puntuale della normativa in vigore, per evitare che tutto il lavoro venga vanificato.

Nel lungo percorso che ci ha portati ad arrivare ai risultati positivi odierni, abbiamo seguito con attenzione tutto l’iter parlamentare, nonché dell’Agenzia delle Entrate, del MISE e dell’ENEA, riguardante gli articoli 119 (Superbonus) e 121 (Cessione del credito e Sconto in fattura), del Decreto Rilancio.  Questo lavoro di ‘studio’ è stato abbinato a numerosi ‘brainstorming’ con i miei colleghi ed all’apporto di preziosi approfondimenti da parte di professionisti, facenti parte del nostro entourage.

Per andare al sodo, nello svolgere il mio ruolo faccio in modo che il credito ‘virtuale’, acquisito dalla Living con lo sconto in fattura al cliente, diventi realtà! E questo avviene solo dopo aver ricevuto dai tecnici, interni ed esterni all’azienda, l’asseverazione di conformità sulle opere da realizzare”.

Ma come è nata la storia della cessione del credito, cui la Living ha aderito, mi pare, con successo?

“Oggi possiamo dirlo con certezza,” afferma con orgoglio Giada “i crediti acquisiti finora, con lo sconto in fattura ai clienti, sono cominciati ufficialmente ad arrivare, per cui possiamo affermare che il ciclo riguardante l’applicazione dell’articolo 121 si è chiuso positivamente!

Come è stato spiegato in un passato articolo del blog (La cessione del credito spiegata a mia mamma), con la Legge finanziaria del 2017 ed i successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, il contribuente poteva cedere il credito di imposta, che si configurava con l’intervento di riqualificazione energetica (la detrazione), a noi imprese.

In questi tre anni, fatti di studio, duro lavoro e tanti cantieri, siamo riusciti a creare un modello efficace, che ci consente di applicare in modo diretto lo sconto in fattura su tutti i tipi di intervento edilizio agevolato, dalla sostituzione degli infissi alla ristrutturazione ‘chiavi in mano’, dal Sismabonus al Superbonus.”

Da come hai descritto il tuo ruolo alla Living, traspare l’entusiasmo per il tuo lavoro, ci vuoi lasciare allora con una riflessione finale?

Come si è visto, il mio ruolo” conclude Giada “è molto diversificato nei suoi vari ambiti e questo è sicuramente un lato positivo. Mi consente infatti di interagire quotidianamente con i miei colleghi, con i clienti e con i collaboratori esterni, offrendomi anche la possibilità di apprendere nuovi strumenti e nuove tecniche, sempre più efficaci ed efficienti, per incrementare le mie competenze, al fine di migliorare i flussi dell’azienda.

Ma il motivo principale per cui amo il mio lavoro alla Living, è l’atmosfera di benessere che permea l’azienda e che, oltre ad essere uno dei nostri valori, genera a sua volta benessere verso chiunque vi entri in relazione.

 

http://www.martinilivingsolutions.it

http://www.martiniopere.it

Le serre bioclimatiche, dette anche serre “solari” o “captanti”, sono gli spazi ottenuti mediante la chiusura, con vetrata trasparente, di logge o terrazze.

Possono anche essere costruite di sana pianta, appoggiandole direttamente alla facciata della casa, che però deve essere esposta a sud-est o a sud-ovest.

Questi spazi chiusi devono essere unicamente finalizzati al risparmio energetico e conformi alle prescrizioni dettate dalle normative vigenti, che si diversificano da Comune a Comune.

Da dove nasce la serra bioclimatica?

Le serre bioclimatiche non sono certo una novità, anche se da noi si stanno diffondendo solo negli ultimi anni, grazie allo sviluppo della bioedilizia e delle pratiche di efficientamento energetico.

Già i Romani le utilizzavano nell’hortus (orto), per favorire e proteggere la crescita di alcuni tipi di piante.

Nel tempo, poi, il concetto di serra si è sviluppato, per adeguarsi alle mutate esigenze non solo produttive, ma anche sociali.

Nei paesi nordici, infatti, sono molto diffuse, ad esempio  in Germania si chiamano Wintergarten,  che significa «giardino d’inverno». Sono locali che consentono di godere di qualche ora di sole, anche durante la rigida stagione invernale e possono essere allestiti come dei veri e propri giardini.

Serra bioclimatica = veranda?

Anche se i materiali utilizzati e la tipologia di montaggio possono essere simili, la serra bioclimatica  non è una veranda!

Infatti la serra deve rispondere obbligatoriamente a caratteristiche precise, per poter essere identificata come una costruzione in bioedilizia, con i vantaggi che ne derivano.

La veranda, invece, che ha avuto il suo momento di massimo splendore negli anni ‘50/’60, veniva costruita per riparare l’ingresso, o per chiudere un balcone, su qualsiasi parete dell’immobile.

Inoltre, di solito, era l’ambiente meno coibentato della casa, quindi il posto dove faceva caldissimo d’estate e freddissimo d’inverno, rendendone impossibile l’utilizzo per le persone.

Quali sono le caratteristiche di una serra bioclimatica?

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche tecniche che deve avere una serra bioclimatica, per essere in linea con le norme in vigore.

Orientamento

È indispensabile installarla con orientamento a sud-est o a sud-ovest, con il lato sud di riferimento.

Materiali ed impianti

Deve essere coperta da superfici in vetro ad alta efficienza, che consentano l’irraggiamento solare, limitando la dispersione termica. Le pareti non possono essere dotate di sistemi fissi di schermatura dai raggi del sole. È comunque possibile prevederne di mobili durante la stagione calda (tende, veneziane, pannelli, piante), da collocare preferibilmente all’esterno, per una maggiore efficacia.  La struttura portante può essere in legno, PVC o alluminio, ovviamente certificati e di qualità, l’importante è che si inserisca armonicamente nell’edificio in cui viene collocata.   La serra bioclimatica non deve essere dotata di impianto di riscaldamento, né di raffrescamento. Sarà utile però strutturarla in modo che la superficie vetrata permetta diversi stadi di apertura e di chiusura, regolabili a seconda della temperatura esterna.

Dimensioni serra e superficie vetrata

La superficie lorda della serra bioclimatica non può eccedere il 10% della superficie dell’edificio, o dell’unità immobiliare, a servizio della quale viene realizzata. In pratica la serra non può determinare la formazione di un nuovo locale abitabile e dovrà avere dimensioni inferiori a quelle minime stabilite per una camera (superficie di 9 mq o larghezza di 2 m. o altezza di m 2,70).  La superficie vetrata deve ricoprire almeno il 70% della superficie totale della serra e deve essere apribile per almeno un terzo della sua superficie.

Certificazione risparmio energetico e permessi per l’installazione

La specifica finalità del risparmio energetico deve essere certificata con una relazione tecnica. Questa dovrà valutare il guadagno energetico (differenza in positivo tra la soluzione con e senza serra bioclimatica)  dell’intero alloggio riscaldato. Il guadagno energetico può variare dal 5% al 25% del fabbisogno di energia e tutti i calcoli devono essere sviluppati secondo le norme UNI 10344 e 10349.   Le serre bioclimatiche, in quanto definite “locali tecnici” (al pari di una centrale termica, in quanto accumulano calore) non costituiscono un volume in aggiunta a quello esistente. Devono comunque rispettare il Regolamento Urbanistico, per quanto riguarda le altezze, le distanze dai confini, dai fabbricati, etc.

Quali sono i vantaggi di una serra bioclimatica?

Installare una serra bioclimatica per chiudere un porticato, un balcone o anche solo per creare uno spazio esterno riparato, appoggiato ad una facciata della casa, rappresenta senza dubbio un valore aggiunto!

Ma quali sono i vantaggi in termini di risparmio, comfort, sostenibilità  e, perché no, estetica, che una serra bioclimatica può apportare alla nostra abitazione?

1. Risparmio energetico e, quindi, nella bolletta! 

La serra bioclimatica cattura l’energia solare ed accumula il calore (effetto serra), che poi trasferisce ai locali adiacenti, contribuendo al loro riscaldamento ed al risparmio di energia.

Le serre si distinguono in tre tipologie, in base alla modalità di trasferimento del calore, dalla serra stessa all’interno della casa. Serra a scambio radiante, quando la superficie di separazione tra la serra e l’ambiente interno è costituita da una parete non isolata, che funge da accumulatore di calore, trasferendolo poi nel locale adiacente. Serra a guadagno diretto, quando la superficie di divisione può essere rimossa in gran parte, o totalmente, ad esempio attraverso ampi serramenti scorrevoli.  In questo modo il guadagno termico avviene direttamente dentro lo spazio abitato. Serra a scambio convettivo, quando lo scambio di calore tra la serra e l’ambiente interno avviene attraverso dei serramenti e/o aeratori posti alla base e alla sommità della superficie di separazione.

Oltre al risparmio diretto in bolletta, grazie ad un minor dispendio di energia, c’è però anche quello indiretto della detrazione fiscale. La serra bioclimatica, infatti, rientra nel Bonus casa, come specificato dall’ENEA, che riguarda gli interventi edilizi e tecnologici, comportanti risparmio energetico.

Questi sono ammessi alle detrazioni fiscali del 50%, ai sensi dell’art. 16 bis del DPR 917/86 (TUIR).  

2. Comfort aumentato per tutta la famiglia! 

La serra bioclimatica è un locale aggiuntivo alla casa, che permette di trascorrere qualche  ora di relax in un ambiente termoregolato, caldo d’inverno e fresco d’estate. La sua struttura in vetro, con schermature mobili, consente poi,  a piacere, di sentirsi a contatto con l’ambiente esterno, oppure di preservare la propria privacy.

3. Sostenibilità per rispettare l’ambiente! 

La serra bioclimatica rientra a pieno titolo nella bioedilizia e consente di ridurre fino al 20% le emissioni di CO2, con un considerevole risparmio di energia. Consente infatti di riscaldare la propria casa, o una parte di essa usando, al posto dei combustibili fossili, l’energia naturale per eccellenza, quella del sole.   Grazie alla sua struttura in vetro, poi, si integra perfettamente nel contesto ambientale e, se corredata di piante e fiori, può diventare un vero e proprio giardino perenne.

Infine, cosa da non sottovalutare, unendo tutti questi vantaggi al fattore estetico della serra, può aumentare notevolmente il valore economico della nostra casa nel mercato immobiliare!

 

http://www.martinilivingsolutions.it

Fonte: https://www.edilportale.com/news/2020/01/ambiente/la-serra-bioclimatica-che-migliora-la-prestazione-energetica-degli-edifici_74484_52.html

Tetti verdi, giardini verticali, pareti ventilate, …

Sono queste alcune soluzioni “sostenibili” per abbattere i costi energetici delle nostre abitazioni, in termini di riscaldamento e di raffreddamento, oltre a quelle già viste negli articoli precedenti.

Andiamo ora ad analizzarle nello specifico, valutandone i benefici che possono procurare, anche e soprattutto dal punto di vista del benessere personale.

Quando si costruisce una casa si parte dalle fondamenta, per migliorarne l’isolamento termico – acustico ed aumentarne il comfort abitativo, partiremo invece dal tetto!

In Europa del nord i tetti verdi, ricoperti di erba e di vegetazione, esistono da decenni, mentre qui da noi sono conosciuti solo da qualche anno ed ancora per molti risultano un’idea a dir poco bizzarra.

In realtà, mettere terra e piante sul tetto può avere molti vantaggi, primo fra tutti quello di stabilizzare la temperatura interna della casa.

Nei mesi invernali, infatti, ripara dal freddo allo stesso modo di un normale strato di isolante chimico, solo con minor impatto ambientale. In estate invece, oltre che isolare dal caldo esterno, rinfresca la temperatura interna, grazie all’evaporazione dell’acqua presente nel terreno.

Agisce anche come isolante acustico ed aumenta il valore dell’immobile, per il suo elevato grado di sostenibilità, di efficienza energetica e per il migliorato aspetto estetico.

Esistono due tipi di tetti verdi: quelli estensivi, non calpestabili, ricoperti da 15/20 cm. di terriccio, su cui si mettono a dimora diverse tipologie di piante grasse molto resistenti, che non necessitano di molte cure.

Ci sono poi i tetti verdi intensivi, calpestabili, praticamente dei veri e propri giardini pensili, con uno spessore del terreno fino a 150 cm, sul quale si possono piantare anche alberi e cespugli.

Ovviamente questi ultimi si possono realizzare solo su coperture piane, progettate per sostenere un peso notevole (dai 400 ai 750 kg/mq) e necessitano di manutenzione come un giardino vero e proprio.

Hanno inoltre un costo di realizzazione molto più elevato.

I tetti verdi estensivi, invece, possono essere realizzati ovunque, anche su superfici inclinate fino a 45°, grazie ad apposite reti di contenimento del terreno.

Il peso che grava sulla copertura si aggira tra i 75 ed i 250 kg/mq. ed il costo è nettamente inferiore a quello del giardino pensile.

La domanda che potremmo porci è: “Non è che con l’umidità di un tetto verde mi piove in casa, o mi trovo le radici delle piante infilate ovunque?”

Assolutamente no, grazie agli elementi che compongono la stratigrafia di questo tipo di copertura, disposti sopra il solaio in cemento e che consistono in:

  • Strato di primer bituminoso che riveste tutta la superficie del tetto, favorendo l’adesione dello strato successivo.
  • Membrana impermeabile e membrana antiradice, per impedire la penetrazione dell’acqua e delle radici nello strato bituminoso e nel solaio.
  • Strato drenante, costituito da un manto impermeabile di granuli di argilla espansa, per smaltire nel modo migliore l’acqua piovana, evitando ristagni.
  • Strato filtrante, membrana in polietilene con la funzione di confinare le radici nello strato di terreno e trattenere la terra stessa.
  • Substrato di coltivazione e vegetazione, dove si sviluppano le radici ed il cui spessore dipende dalla tipologia di piante messe a dimora e dalla loro crescita nel tempo.

La normale guaina che solitamente ricopre i tetti piani, in questo modo sarà isolata dagli sbalzi di temperatura cui va incontro ed avrà una maggiore durata.

Il nostro “isolamento termico/acustico green” scende anche nelle pareti esterne della casa, grazie ai giardini verticali ed alle pareti ventilate.

I giardini verticali rappresentano una soluzione innovativa e sostenibile, per creare un’oasi verde nella propria abitazione, anche se non si dispone dello spazio per un giardino tradizionale.

Si realizzano su pannelli assemblabili, dotati di celle in cui si posizionano le piante e di micro-sistemi di irrigazione e fertilizzazione automatizzati, in modo da ridurre notevolmente la necessità di manutenzione.

Questi pannelli sono inseriti in una gabbia metallica che viene fissata al muro e contengono un substrato inorganico per la vegetazione, che trattiene l’umidità, consentendole di crescere senza utilizzo di terriccio (coltivazione idroponica o idrocoltura).

Il lato posteriore dei pannelli è cieco, per cui non esiste alcun problema di umidità per i muri dell’edificio.

Se si crea un’intercapedine tra la facciata esterna isolata ed i moduli del giardino verticale, si consentirà la circolazione dell’aria, grazie ad aperture poste alla base e nella parte superiore della facciata stessa. In questo modo otterremo una parete ventilata green, che unirà il basso impatto ambientale ad un alto isolamento termo-acustico.

I giardini verticali e le pareti ventilate quindi, oltre a donare un indubbio valore estetico all’abitazione, contribuiscono ad arricchirla con numerosi altri benefici.

Tra questi spiccano l’aumento dell’isolamento termico, con un notevole risparmio in bolletta e la protezione dall’inquinamento acustico. Altri fattori importanti sono il miglioramento della qualità dell’aria, con l’assorbimento di CO2 ed un maggior equilibrio tra cemento e verde, con un conseguente aumento del valore dell’immobile.

Concludendo il breve viaggio tra le soluzioni verdi, che aumentano il comfort abitativo delle nostre abitazioni, non dobbiamo dimenticare il ruolo delle piante all’interno delle stanze, per migliorare il benessere fisico, ma anche psicologico di chi vi abita.

Le piante da appartamento hanno infatti un effetto purificante sull’aria interna alle abitazioni. Producono ossigeno, catturano l’umidità, riducendo quindi la sensazione di afa nei mesi più caldi ed assorbono le sostanze tossiche presenti nell’aria.

La soluzione può essere una parete verde da interno, costruita con le stesse modalità di quella esterna, oppure semplicemente delle piante in vaso, scelte fra quelle che possiedono più proprietà benefiche per la nostra salute.

Alcuni esempi sono il Ficus benjamin, l’Aloe vera, la Sanseveria, il Rododendro, l’Edera, la Dracena (tronchetto della felicità), il Photos, lo Spatafillo, il Filodendro e il Clorofito. Queste piante hanno la proprietà di filtrare numerose sostanze tossiche presenti nelle case, come la formaldeide, l’acetone, la trielina, che vengono assorbite dalle foglie e convogliate dal fusto alle radici, dove i microrganismi presenti le metabolizzano e le eliminano.

https://www.martinilivingsolutions.it/

https://qfort.it/